ATUA

Voci da "La Société Voudon Gnostique"

David Beth
Fulgur Limited , 2011 , Fulgur

Articolo apparso su Primordia n° 40, aprile 2012

Fa’ ciò che vuoi, sarà tutta la Legge.
 
In un mio recente lavoro di ricerca sulle Opere di Kenneth Grant pubblicato sulla Fanzine semestrale Primordia e successivamente online sul sito di Arcadia93[1], rimarcai il fatto che alcuni Suoi testi esploravano meandri ancora poco conosciuti dell’Universo magico, portando così alla luce ciò che oggi può essere considerato come l’avanguardia nella ricerca esoterica. Mi riferisco in particolare alla ricostruzione da parte di Grant di un rovescio dell’Albero della Vita, con Tunnel esplorabili, ma custoditi da terribili Entità, estremamente simili a quelle immaginate dalla mente di H.P.Lovecraft, della possibilità di realizzare un Corpo d’Ombra, speculare a quello di Luce, con cui lavorare in queste Dimensioni, di Tradizioni talmente oscure ed estreme da essere relegate da centinaia di anni alla più totale segretezza…
Questi tipi di Operazioni e ricerche erano svolte nella Sua Loggia Nuova Iside e da un altro ardito Gruppo di sperimentatori guidati da un occultista verso cui Grant dimostra di avere da subito particolare simpatia ed affinità: Micheal Bertiaux.
Bertiaux nasce a Seattle nel 1935 ev in una famiglia cattolica con interessi teosofici. Viene ordinato diacono anglicano all’età di 28 anni nella Chiesa protestante episcopale ed inviato ad Haiti. Qui finisce per interessarsi al Vudù, incontrando Luciene-Francoise Jean-Maine (1869-1960 ev) ed il figlio Hector-Francoise (1924-1983 ev). responsabili di un Ordine ispirato al Vudù, chiamato La Couleuvre Noire. I Jean-Maine però gestivano anche altre strutture iniziatiche, come una branca dell’OTO non ortodossa, chiamata O.T.O.A[2], un Rito massonico di Memphis e Misraim ed erano in possesso di una successione di consacrazioni gnostiche risalenti a vescovi francesi e spagnoli[3].
Nel 1964 ev Bertiaux si trasferisce a Chicago, dove entra in contatto con diversi Gruppi Magici. Due anni dopo lo raggiunge per qualche tempo anche Hector-Francois Jean-Maine che lo aiuta ad elaborare una sintesi di tutti i sistemi con cui ha avuto a che fare; questa sintesi diventa poi famosa come Corso del Monastero dei Sette Raggi, a cui spesso anche Kenneth Grant fa riferimento nei suoi libri.
Da queste strutture iniziatiche provengono molti dei protagonisti dell’attuale scena magica internazionale, in particolare David Beth.
David, che per anni è stato il Sovrano Gran Maestro dell’OTOA, è molto conosciuto anche per essere l’autore di un libro affascinante e di inestimabile valore per la Corrente Vudoun-gnostica, che merita di essere letto da chiunque abbia interessi in materia di esoterismo: si tratta di Vudoun Gnosis, oggi già alla sua seconda edizione.
Nel dicembre del 2009 ev, ritenendo il suo compito in seno all’OTOA terminato, lascia ogni incarico e si concentra maggiormente nella realizzazione di un gruppo di Iniziati scelti per lavorare ed esplorare ogni aspetto della Voudon Gnosis: La Société Voudon Gnostique.
In breve tempo si è costituito attorno questo Gruppo un grosso fermento culturale, artistico e magico che si è concretizzato in molte forme, non ultima la pubblicazione di un volume contenente scritti inerenti quello che è l’attuale lavoro di alcuni aderenti alla Società, con il titolo di ATUA, voices from La Société Voudon Gnostique.
ATUA vanta la partecipazione di Ricercatori di grande cultura magica, tra cui gli italiani Roberto Migliussi e Marc’Aurelio Pozzi. Ogni articolo è estremamente intrigante, ben strutturato e fonte di ispirazione per tuffarsi anima e corpo nell’approfondire gli argomenti trattati.
Ho apprezzato in modo particolare alcuni articoli, la personale impostazione dei loro Autori e cercherò di sintetizzarne parte del contenuto per anticipare qualcosa al possibile lettore di ATUA…
Apre il volume un articolo di David Beth dal titolo “Gnostic isolation & the Magical Journey to the Centre of the World”, in cui ci viene spiegato come il ritiro, inteso in senso gnostico di isolamento, sia fondamentale per intraprendere il simbolico viaggio all’interno della nostra Terra interiore e raggiungere le mete che ogni cammino gnostico si prefigge.
Ma la Gnosi de La Société Voudon Gnostique non è certo per tutti e il seguente contributo di Craig Williams ci proietta rapidamente, violentemente quasi, nell’iter iniziatico dello Sciamano d’Ombra… Shadow Shamanè il titolo di un articolo denso di preziosi riferimenti alle correnti tantriche che ci permette di comprendere come uno dei concetti più importanti relativi ai traguardi dell’Iniziato alla Vodoun Gnosis sia l’idea del Kaivalya. Una formula che contrasta con la ricerca di Liberazione, Samadhi o Moksha tradizionali e si rifà, invece, a tradizioni occulte più oscure, dove questo stato rappresenta “la condizione del sé isolato, raggiungibile solo attraverso la Conoscenza (Gnosi – Jnana)”, una realizzazione al di fuori della Divinità; uno stato che David Beth, nel suo Vodoun Gnosis, definisce come Personalità Assoluta
Ci pensa Ariock Van de Voorde ad alleggerire un po’ la tensione con un agile resoconto di come è iniziata la sua avventura in questa Corrente che, come per molti altri, è nata con Grant, si è sviluppata con Bertiaux ed è poi approdata al lavoro di Beth. Ma nel suo contributo “Zazen Voudon”, questa descrizione è solo un abile sotterfugio per analizzare le difficoltà ricorrenti in chi si avvicina per la prima volta a questi complessi argomenti (ed in particolare al Voudon Gnostic Workbook di Bertiaux) ed arrivare a presentare un metodo semplice, diretto e praticabile da tutti per comprendere e connettersi alla Corrente in modo graduale. Un metodo basato sulle pratiche meditative dello Zazen che ho trovato riassunto in una frase essenziale ed illuminante: “Do not try to think and analyse here. Let the Gnosis work”.
Il primo contributo italiano è di Marc’Aurelio Pozzi con “The Hero, un toccante racconto dal sapore squisitamente paganeggiante che fa rivivere alle nostre anime il sapore di tempi lontani e di battaglie iniziate, che ancora devono vedere una conclusione… Soltanto apparentemente il tema trattato si allontana dagli altri contenuti di ATUA, perché, in realtà, ci connette con la loro radice più profonda, mostrandoci l’aspetto più tradizionale e, se vogliamo, legato alla nostra identità culturale, di una corrente che, ad una prima analisi, sembra discostarsi quasi completamente da tutto ciò che è conosciuto nella Tradizione Esoterica Occidentale. Un racconto che infiamma e ci fa riflettere profondamente sulle nostre origini e sul senso di appartenenza ad una Via “guerriera”.
Soltanto arrivando al bellissimo lavoro di Jessica Grote, però, cominciamo ad entrare nello specifico dell’operatività della SVG… “My Pierced Hearth: Incorporating the Other – Polarity & Symbiosis in Esoteric Voudon” è un articolo che ci introduce alle tecniche di questo cenacolo esoterico, documentando il tutto con una ricca e dettagliata bibliografia e sostenendo le tesi espresse sulle spalle di illustri ed autorevoli referenze: Evola, Mircea Eliade, Ludwig Klages, Micheal Bertiaux e lo stesso David Beth.
Questo saggio inizia con un po’ di documentazione e di teoria sul concetto di polarità e su nozioni necessarie a capire i metodi rituali della S.V.G. per esplorarne le dinamiche. Si tratta di un lavoro essenziale nel percorso di emancipazione iniziatica, teso al recupero  della primordiale condizione di androginia, meta fondamentale del cammino alchemico e gnostico. L’Autrice descrive poi un semplice Rituale, grazie al cui utilizzo possono venire contattati alcuni Lwa e si procede quindi  con la descrizione di tre Lwa femminili fondamentali, esplorati e contattati proprio attraverso le dinamiche descritte precedentemente: Erzulie, Ayizan e Maman Brigitte.
Questo articolo è di grandissimo interesse sia per il semplice curioso, che per chi è già addentro alle tematiche trattate, in quanto la mole di riferimenti e di stimoli di approfondimento è tale che chiunque può davvero iniziare una approfondita ricerca partendo da queste solide ed intriganti basi.
Con un articolo di Vadge Moore, ritorniamo poi ad un condensato della teoria e della filosofia che sta dietro questa corrente, navigando verso il pensiero di Bertiaux, ma anche oltre, in direzione di Nietzsche e del Marchese de Sade, visti entrambi come scrittori-medium ispirati dalle stesse energie da cui promana questo tipo di Corrente (un po’ come spesso si considera l’opera letteraria di Lovecraft, in ambiente esoterico…).
“The Solar-Meonic & the Voudonic Superman” è un approfondito saggio sul tema del superamento della condizione umana ordinaria, attraverso l’esperienza ed il contatto con la propria parte più ancestrale e selvaggia, l’accesso al Lato Oscuro dell’Albero della Vita, definito come Universo B, e descritto anche da Kenneth Grant in molti suoi libri, ma soprattutto in Nightside of Eden.
La parte della nostra psiche in cui sono depositati questi archetipi elementari, profondi istinti di territorialità, sopravvivenza, violenza e sessualità è definita Id Trascendentale e viene analizzato attraverso l’opera del Marchese de Sade, proprio come resoconto di esplorazione estrema di questa parte del nostro essere che, sebbene sepolta in profondità, non manca di emergere in superficie, a volte nelle situazioni più inaspettate…
La conoscenza ed il controllo di queste “zone d’ombra”, in un contesto nietzscheano “aldilà del bene e del male”, porterebbe l’Uomo a fare un ulteriore gradino sulla scala dell’evoluzione, così come immaginato negli scritti di Nietzsche, ma soprattutto nell’Opera di Aleister Crowley, attraverso il lavoro di diffusione e comprensione del Liber Al vel Legis.
Insomma, sebbene gli argomento trattati si possano, a ragione, definire estremi e decisamente non da tutti, la lettura di questo saggio è vivamente consigliata per aprire gli occhi su temi molto spesso demonizzati anche negli stessi ambienti esoterici e mettere finalmente in atto una propria personale riflessione.
Roberto Migliussi in “Forever Lust” condivide alcune sue considerazioni sul Sentiero della Via della Mano Sinistra. Attraverso le impressioni ricavate da alcune esperienze personali e dalla condivisione epistolare con lo stesso Bertiaux, Migliussi auspica un ritorno ad una pratica elementale, ctonia, primigenia, da affiancare alla speculazione intellettuale su cui troppo spesso oramai l’esoterismo occidentale si fonda. E questo lavoro può certamente avvenire attraverso la corrente iniziatica della Voudon Gnosis così come è veicolata dalla S.V.G. .
L’articolo di David Beth costituisce, però, il Cuore pulsante di Luce Nera di questo Volume… “Sanctuary of Bones; Atavistic Resurgence & Daemonic Rebirth”.
Meravigliosa descrizione ed introduzione ad alcuni degli argomenti più affascinanti e complessi della Voudon Gnosis, di cui ho apprezzato in modo particolare la parte dedicata all’Alchimia nella S.V.G., attraverso la cui pratica vengono studiati e prodotti Fluidi, Tonici, Vapori, Profumi e Veleni, spesso ricorrendo ad emissioni e secrezioni corporee ricavate durante stati di coscienza alterata, come nella migliore tradizione tantrica… E come non ricordare la dottrina dei Kala, così enfatizzata anche da Kenneth Grant!
La parte finale di questo articolo non è in alcun modo descrivibile, essendo poesia pura, risorgenza atavica, sussurro dalla Sfera del Chaos, che non mancherà di infiammare il Lettore vibrando in modo sinistro all’interno del suo Essere…
Sul finale del Volume Alan Kostrencic schiude la Soglia dell’Universo B in “Topological Mapping of the Meon”, descrivendo veramente molto bene le basi esoteriche su cui si basa la possibilità di esplorazione dell’altro lato dell’Albero della Vita. Hagen von Tulien, invece, attraverso “The Guardian of the Threshold” evidenzia collegamenti ed influenze di Saturno nel lavoro di Bertiaux e nella Voudon Gnosis in generale, suggerendo, attraverso alcune citazioni, un approfondimento degli scritti della famigerata Fraternitas Saturni…
 
Questi sono solo gli articolo che più hanno stimolato il mio senso di Ricerca e la mia voglia di approfondire queste tematiche, ma altri autori hanno contribuito ad arricchire questa antologia con i loro preziosi elaborati; nello specifico gli articoli e gli autori non analizzati in questa recensione sono:
 
o     Jonas Sen           “Inner Territories of Grimoire Ghuédhé”
o     Orryelle Defenestrate-Bascule                “MahaKala-Guédhé”
o     Zdravko Bozic “Eros & Cult of Ghuédhé”
o     Peter Dyde           “Kammamorian Art”
o     Shannon Esmeralda          “Ophidian Pathways & the Hearth of Blood”
o     M.W. Burson          “Ichor the Energised Element
o     Craig Williams, con un secondo articolo dal titolo          “Voudon Doorways”
 
Arricchiscono le pagine le stupende illustrazioni di Dolorosa sparse nel volume e quelle raccolte nel contributo “Bloodsongs”.
Come se tutto questo non bastasse, è incluso al Libro un Cd Audio con varie tracce musicali ispirate alla corrente della Voudon Gnosis, tra cui spiccano a mio giudizio due brani di Jonas Sen, in uno dei quali (Ghuédhé Chant) la voce  è di David Beth. 
ATUA è pubblicato dalla Casa Editrice inglese FULGUR di Robert Ansell, ed è stato distribuito in due versioni: una deluxe, ormai esaurita, ed una standard ancora disponibile.
Personalmente ho trovato questa raccolta molto interessante e fonte di ispirazione, benché la Voudon Gnosis non sia la Corrente con cui lavoro abitualmente; proprio per questo credo che il valore degli autori e del testo in generale sia indubbio ed ottimo: è sicuramente in grado di indirizzare anche chi non conosce ancora perfettamente i temi trattati verso il sottile ed oscuro fascino dell’Ignoto, dell’Alieno, di un Universo che esiste proprio sull’altro lato della nostra Realtà, ma che i più non osano sondare…
 
Amore è la legge, amore sotto il dominio della volontà.
 
Sapah Zimii

 
(Nella foto ATUA edizione Deluxe, di Dolorosa de la Cruz)
 
 

[1] Percorsi nelle Opere letterarie di Kenneth Grant, Primordia n. XXXVIII

[2] Ordo Templi Orientis Antiqua

[3] Chatel, Boullan, Papus, Bricaud… Jean Maine figlio fu poi consacrato anche da Ambelain nel 1959 ev.

 

Sapah Zimii