L’assassinio che è in me

Jim Thompson
Fanucci Editore , 2003 , Roma , Fanucci

Per i patiti dell’hard boiled, del romanzo noir, il libro di Thompson non dovrebbe mancare di essere letto. Pubblicato in origine negli anni ’50 è ora considerato un classico del genere e Stanley Kubrick dopo averlo letto assunse l’autore come sceneggiatore scrivendo con lui due film, Rapina a mano armata e Orizzonti di Gloria.
Jim Thompson è stato un autore prolifico che ha visto trasposti in film alcuni suoi capolavori ma che non è riuscito a sfondare a Hollywood, morendo completamente dimenticato nel 1977. Solo agli inizi degli anni ’80 è stato riscoperto specialmente in Europa, dove in Francia aveva un tenace culto di ammiratori.
La prosa di Thompson è secca, senza intralci, diretta verso la meta, che per quanto riguarda questo piccolo capolavoro è il limite tra l’uomo e la follia omicida, tra i sensi e la ragione che portano il lettore a leggere tutto d’un fiato questo romanzo.
Il tutore della legge di una piccola città del Texas, dove quasi tutti i protagonisti sono bene o male coinvolti in qualcosa di losco, qui è il mostro, un mostro che risveglia in sé tutte le sue follie quando si ritrova nel momento presente a rivivere il suo passato: e a quel punto l’orologio non si ferma fino alla conclusione finale.

Roberto Migliussi