Il paradiso del diavolo

James G. Ballard
Baldini & Castoldi , 1998 , Milano , Baldini & Castoldi

Nell’ultimo decennio del secolo passato e nei primi anni del nuovo, grazie anche al grande successo del film di Spielberg L’impero del Sole che raccontava le sue vicissitudini da bambino durante la Seconda Guerra Mondiale, assistiamo in Italia finalmente alla traduzione e pubblicazione  delle opere del grande ‘profeta’ J.G. Ballard, il quale insieme a William Burroughs è uno degli autori più importanti secondo il mio punto di vista, artisti visionari che hanno nelle loro opere ‘preceduto il mondo che verrà’.
In questo romanzo una megera ambientalista ha salvato una piccola isola del Pacifico dagli esperimenti nucleari dei francesi con l’intenzione di crearvi un luogo di rifugio per tutti gli animali e le piante in via di estinzione del pianeta. Invece però di trasformarsi in una oasi incontaminata l’isola diventa un incubo da delirio di onnipotenza dove il sesso maschile ne diventa la principale vittima.
Come tutti i libri di Ballard questo romanzo colpisce per la sapiente regia e lo svolgimento dello stesso; l’autore presenta in maniera quasi sorniona temi contemporanei di grande attualità, il nucleare incubo sempre trattato da Ballard, l’ambiente, i rapporti di forza e le relazioni interpersonali tra i due sessi, riuscendo a farli esplodere in una prosa narrativa sempre vibrante di emozione.
 

Roberto Migliussi