Sulle tracce del Graal

Il mistero di Rennes le Chateau

Bizzarri - Scurria
Edizioni Mediterranee , 1996 , Roma , Edizioni Mediterranee

La regione dei Midì Pirenei francesi è una terre più affascinanti e magiche di questa vecchia Europa, ed in parte lo posso sostenere grazie alle numerose visite e soggiorni. Arrivati a Perpignano, sul mare a pochi chilometri dalla Spagna, spostandosi verso l’interno incontriamo le valli dei catari con i loro castelli, i paesaggi, le grotte, le foreste e le montagne. Qualunque persona che ha viaggiato sulle coste del Mediterraneo riconoscerà i colori comuni delle prime valli dove si stagliano Queribus e Periperteuse per poi addentrarsi verso i Pirenei con il mausoleo naturale di Montsegur.  In questa regione nel 1200 dove si elaborava una cultura soprattutto di tolleranza che univa l’asceta cataro con il trovatore si scatenò l’ira della Chiesa cattolica romana con le conseguenze devastanti soprattutto per il popolo della Linguadoca. L’aria, comunque,  che si respira è magica e l’unico invito che uno può fare è quello di andare a sentirla.
Rennes le Chateau con il suo prete Sauniere è il punto di richiamo di una certa letteratura alla ‘Indiana Jones’ con l’intento di  risolvere uno dei casi più misteriosi di questo secolo.  Il povero prete Sauniere curato di un paesino di campagna all’inizio del Novecento all’improvviso spende e spande a più non posso per poi ritrovarsi ancora una volta povero e morire non senza prima aver costruito la chiesetta, una villa e una torre.  Visitare la chiesa di Rennes con il diavolo Asmodeo sotto il battesimale è un giro turistico che vale ben la pena di fare, le statue ed i giochi di luce delle vetrate in particolari giorni dell’anno ed i riferimenti non ortodossi alla religione cattolica incuriosiscono ancora di più e i primi a far conoscere questo mistero sono stati gli inglesi Baigent, Lincoln e Leigh, Il Santo Graal, (Mondadori,  1982, legando il mistero di Rennes le Chateau ad una presunta discendenza filiale di Gesù Cristo che si perpetua nei secoli coi merovingi per poi arrivare fino a noi.
Il libro odierno corregge alcuni errori madornali commessi dai precedenti autori e ci intrattiene con una nuova interpretazione  legata più alle discendenze celtiche del luogo ed alle conseguenti divinità.  Il libro è interessante per quelli che non conoscono le vicende di questa storia; certo alcune affermazioni ci lasciano quantomeno perplessi : la ricostruzione della Rennes odierna che sembra più uscire da una Londra fumosa fine Ottocento con tanto di fantasmi e vampiri all’angolo mentre come detto la regione e lo stesso paese sono incantevoli, magici di quella magia che si può ritrovare in ogni paese bagnato dal Mediterraneo e naturalmente inquietanti.  Inoltre il passo seguente ce lo dovrebbero spiegare meglio gli stessi autori perché ad ogni modo pregiudica il buon lavoro svolto nel corso di questo libro: “La filiazione della cultura magica e religiosa dei Celti da Atlantide, epicentro della deviazione controiniziatica, e l’esplicito richiamo a questo da parte di gruppi occultistici e satanistici, è fin troppo evocativa perché ci si soffermi oltre su questo aspetto” mah…

Roberto Migliussi