Solve et Coaugula

Sin dai tempi remoti i filosofi hanno cercato di comprendere i meccanismi soggiacenti all'ordine. Non avendo alcuna ambizione di spiegare tutto io voglio sottolineare solamente un meccanismo onnipresente. Noi lo troviamo nello sviluppo Spirituale, nella psicoterapia e lo troviamo – sì anche qui - nella fisica quantica. Nell'ultima è la ben conosciuta dualità della onda e della particella (la luce esiste come onda e particella allo stesso tempo, la fisica moderna ci dice così). L'onda non ha limiti, essa si diffonde dappertutto e non possiamo misurarla. Al momento in cui noi cerchiamo di misurarla o di interagire con essa consciamente essa sparisce da tutti i luoghi eccetto che per il punto dell'osservazione, cioè la misura. In quel punto essa diviene una particella che ha caratteristiche particolari.
Ma molto tempo prima della fisica quantica l'alchimia poneva in rilievo la sua più importante operazione: Solve et Coagula. Solve o solutio si riferisce alla rottura degli elementi e coagula si riferisce alla loro riunione insieme, nel processo di tramutare il metallo ordinario in oro o arrivando alla pietra Filosofale. Ma era un significato letterale. Come dato di fatto “solve” si riferiva alla dissolvenza delle posizioni forzate, stati negativi del corpo e della mente e dissolvere e far svanire cariche energetiche negative. “Coagula” si riferiva alla coagulazione degli elementi dispersi in un tutto integrato, rappresentando la nuova sintesi. Così nel significato più generale del temine Solve significa dissolvere, disperdere, diluire. Così il reale significato di queste tre parole (“Solve et Coagula”) è la formula che gli alchimisti usavano per effettuare quella trasformazione. Essa può essere descritta come un processo dove qualcosa viene decomposta dei suoi elementi producendo una energia che costringe la ricostituzione in una forma più pura. Lo stesso significato noi lo troviamo in termini ben conosciuti della scienza: analisi e sintesi. Noi prima decomponiamo qualcosa nelle sue parti e quindi costruiamo un tutto nuovo, migliore e più accettabile. Durante tale processo accade il rilascio dell'energia. Persino in alcuni particolari sistemi occulti noi troviamo questa realizzazione. Per esempio in Thelema Aleister Crowley parla della dualità di Nuit e Hadit. Nuit è la “dea dell'infinito spazio” (l'onda) e Hadit è il punto (la particella). Cosa ha a che fare tutto questo con il nostro lavoro, la Tecnologia Spirituale, terapia etc.?Beh, noi non siamo capaci di lavorare con un'onda, dobbiamo trasformarla in una particella. Noi non possiamo lavorare con qualche problema indefinito, per esempio una paura. Noi lo compiamo dopo averla osservata e “misurata”. Noi chiediamo al nostro paziente qual è il luogo della tua paura? Forma? Dimensione? Età? Colore? Livello di coscienza etc. Facendolo per esempio con qualche paura noi possiamo vedere che l'onda infinita e senza forma cambia in una “particella” del tutto concreta, il che è qualcosa con cui noi siamo capaci di operare. Chiedere al paziente i particolari del problema è la fase del coagula. Dopo di esso, applicando un metodo adeguato, noi disperdiamo liberamente la sua carica energetica (solve) e di nuovo arriviamo alla fine del processo con la “nuova particella”, un qualche stato che è positivo e desiderabile.
Arelena
Zivorad