SCINTILLAZIONI IN MALVA

UNA INTRODUZIONE AL LAVORO DI KENNETH GRANT

 
 

Il presente articolo, autorizzato dall’autore, è stato pubblicato in Starfire, Vol. II, N. 4, 2011, Londra; traduzione di Valentina Gianfermo.
© Michael Staley, 2012
 
 
Kenneth Grant è stato uno degli occultisti più influenti del XX° secolo. Ha lasciato un corpo di opere sostanzioso e formidabile che verrà esplorato e sviluppato negli anni a venire. Quello che segue è una introduzione esplorativa del suo lavoro –  una base per una più profonda e sostanziale considerazione delle sue opere nel futuro.
 
Nato nell’Essex nel 1924, Kenneth Grant sviluppa un intenso interesse nell’occulto sin da giovane, così come una lunga vita di devozione al Buddismo e altre religioni orientali. Ha sottolineato in qualche suo scritto che il misticismo Orientale fu il suo primo amore – una indicazione non solo di quanto fosse colto, ma molto più importante forse il suo altissimo senso dell’immanente. Grant scrive in Outside the Circles of Time come si imbatté in una copia di Magick in Teoria e Pratica – da Zwemmers, nella strada di Charing Cross – nel tardo 1930 o primo 1940. In questo periodo aveva anche scoperto il The Book of Pleasure di Austin Osman Spare in Museum Street nella libreria di Houghton, Atlantis. Dopo essersi immerso nelle opere di Crowley, riuscì a mettersi in contatto con lui nel 1944, scrivendo all’indirizzo che era presente nel The Book of Thoth che era stato appena pubblicato. Visitando Crowley diverse volte, Grant rimase dopo con lui a ‘Netherwood’ ad Hastings nel 1945, immerso nella Magick. Molti anni dopo, Grant scrisse un memoriale di quel periodo della sua vita, Remembering Aleister Crowley. È chiaro dagli appunti nel suo diario e altrove che Crowley sviluppò una grande stima per Grant, vedendo in lui il potenziale per divenire capo dell’O.T.O.
 
Fu a quel tempo che Grant si imbatté per la prima volta nel disegno di Crowley di Lam, o ‘Il Lama’ come Crowley lo chiamava. Offrì a Grant di scegliere un’opera dal suo portfolio, all’inizio era esitante quando Grant scelse il disegno – o, come Kenneth disse, il Lam scelse lui. Alla fine cedette il disegno a Grant dopo un brutto attacco di asma che Grant contribuì ad alleviare correndo dal medico di Crowley per prendere dell’eroina. Crowley scrisse di questo incidente nel suo diario l’8 Maggio del 1945: “Aussik mi aiutò molto; gli diedi ‘Il Lama’...” Il disegno fu successivamente riprodotto in Il Risveglio della Magia ed in Outside the Circles of Time, ed occupò un ruolo sempre più prominente nello sviluppo delle opere di Grant.
 
Dopo la morte di Crowley nel Dicembre del 1947, Kenneth e Steffi Grant erano tra le persone in lutto al funerale di Crowley, e di conseguenza erano membri del piccolo circolo che cercava di mantenere viva la memoria di Crowley ed il suo lavoro. Crowley aveva indicato Karl Germer – allora residente negli USA – come suo successore, ed il suo testamento ordinava che le sue carte fossero spedite a Germer. Preoccupato che vi dovessero essere delle copie dei documenti più importanti in caso qualsiasi cosa accadesse durante il viaggio, Grant e con lui Gerald Yorke organizzarono delle copie scritte di ciò che venne considerato di particolare importanza. È stato un bene che l’abbiano fatto, in quanto la collezione di scritti di Germer venne rubata alla sua vedova Sascha nel 1967 da un membro della Loggia del Sole e successivamente distrutta in un incendio. Le copie scritte redatte da Grant, Yorke ed altri formarono le basi per ottenere ciò che Yorke più avanti passò all’Istituto Warburg dell’Università di Londra, e che continuano ad essere accessibili ai ricercatori.
 
Durante i tardi anni del 1940 e i primi del 1950, un piccolo cerchio di occultisti si riunì attorno a Grant, sviluppandosi come il fulcro di un gruppo di lavoro. Germer aveva chiesto a Grant nel 1951 di formare un “Capitolo” dell’O.T.O. Da questo si sviluppò la Loggia Nuova Iside come una cella dipendente dell’O.T.O., con struttura costruita su gradi e programma di lavoro influenzato dall’Astrum Argenteum di Crowley, così come dall’O.T.O. così come era ai tempi di Crowley. La relazione con David Curwen fu utile a Grant per ottenere una copia del commentario di un adepto Kaula su un testo tantrico, l’Anandalahari. Questo commentario diede importanti intuizioni della magia sessuale tantrica, affrontando la magia sessuale da una direzione molto diversa rispetto a quella di Crowley. L’approccio di Crowley era basilarmente solare–fallico, per non dire fallo–centrico; vi è grande enfasi sull’importanza delle energie sessuali maschili, ma veramente poca su quelle femminili. Spesso le partner femminili erano viste come poco più di una coppa in cui il mago uomo riversava il suo bindu. Il testo Kaula affronta questa materia da una prospettiva differente, accentuando il ruolo dei kala e di come variano durante il ciclo mestruale.
 
Durante l’inaugurazione formale della Loggia nel 1955, i Grant pubblicarono un Manifesto della Loggia Nuova Iside in cui parlavano della scoperta di un pianeta dietro Plutone, della transplutonica Iside, e cosa poteva significare per l’evoluzione della coscienza su questo pianeta:
 
“Una nuova ed avvincente influenza sta avvolgendo la terra e ancora ci sono pochi individui che sono aperti agli influssi delle vibrazioni sottili di questa influenza.
 
I suoi raggi procedono da una sorgente ancora inesplorata da coloro che non sono uno con essa nell’essenza e nello spirito, e che trovano il suo focus attuale nell’universo esterno nel pianeta transplutonico Isisi.
 
Anche nell’essenza intima dell’uomo questa influenza ha un centro che inizierà lentamente a mescolarsi nell’umanità nel suo insieme tanto quanto l’influenza si rafforza e fiorisce. Così come è all’inizio del suo corso in relazione all’uomo, comunque, dovranno passare molti anni prima che possa avallarsi totalmente del grande potere e delle energie che questa influenza sta continuamente e silenziosamente conferendo a tutti coloro che sanno come identificarla nel fulcro intimo del loro essere con il suo cuore profondo e imperscrutabile”.
 
È ovvio certamente che i Grant non stavano parlando della scoperta di un pianeta fisico; tale scoperta sarebbe stata più rilevante per un giornale astronomico. Se teniamo a mente che la prima Sephirah, Kether, è attribuita a Plutone, allora un pianeta transplutonico dovrebbe essere ‘Uno Dietro il Dieci’, il Grande Esterno. Grant lo spiegò qualche anno dopo, in Aleister Crowley e il Dio Occulto:
 
“Ne Il Libro della Legge, la dea Nuit esclama: “I miei numeri sono undici, così come tutti i numeri che ci appartengono”, che è una diretta allusione al A.˙. A.˙., o Ordine della Stella Argentea, ed il suo sistema di Gradi. Nuit è il Grande Esterno, rappresentato fisicamente come “Spazio Infinito e Stelle Infinite dello stesso” – cioè, I s i s. Nuit e Isisi sono così’ identificate ne Il Libro della Legge. Isis è lo spazio terrestre, illuminato dalle stelle. Nuit è l’esterno, o lo spazio infinito, le tenebre immortali che sono la sorgente nascosta della Luce; Lei è anche, in senso mistico, lo Spazio Interiore ed Il Grande Interiore”.
 
Germer, come Crowley, aveva un tempo considerato Grant come potenziale futuro leader dell’O.T.O. (si vedano a questo proposito gli estratti dalle sue lettere a Grant pubblicati nell’articolo ‘È un vento malato quello che soffia’ in Starfire Volume I No 5, London, 1994). Ciononostante, era essenzialmente scontento di chiunque deviasse dalla linea secondo cui, dopo la morte di Crowley, l’unica cosa che era rimasta da fare era semplicemente preservare e promuovere il lavoro di Crowley. Inoltre, non era felice che Grant avesse rifiutato di raccogliere i soldi dai membri della sua Loggia. Si infuriò inoltre nell’apprendere che Grant aveva creato un contatto con Eugen Grosche, un vecchio avversario di Germer dalla Germania del 1920. Germer chiese a Grant di ritrattare il suo Manifesto; quando egli si rifiutò Germer emise una Nota di Espulsione. Grant semplicemente ignorò l’espulsione e continuò con la Loggia Nuova Iside come loggia dipendente dell’O.T.O., sicuro che il suo lavoro magico gli avrebbe permesso di creare una diretta connessione con la corrente magica alla base dell’O.T.O., sorpassando così l’autorità di Germer e rendendo l’espulsione irrilevante. La confidenza nella sua posizione di successore di Crowley si rafforzò attraverso gli anni successivi così come si sviluppò il suo lavoro magico e mistico.
 
La Loggia Nuova Iside aveva un programma di lavoro che iniziò nel 1955 e venne completato nel 1962, anche se la Loggia continuò ad operare fino alla metà del 1960. Sviluppando alcune tecniche magiche innovative ed interessanti, un resoconto di alcuni dei loro lavori viene dato in Hecate’s Fountain, scritto nei primi anni del 1980 ma non pubblicato fino a 10 anni fa. Le esperienze di Grant nella Loggia Nuova Iside furono le fondamenta per il suo lavoro successivo, più evidente forse negli ultimi volumi delle Trilogie con la pubblicazione di due delle trasmissioni reificate durante il corso dei Lavori della Loggia. Una di queste trasmissioni era la squisita e delicata Wisdom of S’lba che venne incorporata nel settimo volume delle Trilogie, Outer Gateways, pubblicato nel 1994. L’altra era  The Book of the Spider, intorno al quale Grant tesse il suo volume finale delle Trilogie,  The Ninth Arch (2002).
 
La Loggia Nuova Iside non è menzionata molto nei libri di Grant più recenti. Ho come l’impressione che, nonostante il lavoro portato avanti nella Loggia fosse formativo per Grant, la fondazione del suo corpo di opere successivo – per lo stesso motivo, è l’intuizione cumulativa distillata negli anni successivi che ha permesso a Grant di comprendere pienamente il compimento di quei primi anni, e di portare il lavoro ad un altro livello. Il potenziale di quegli anni fruttò molti anni dopo che la Loggia aveva cessato il suo lavoro. Mi ricordo quando nei primi anni del 1990 mi spiegava che era recentemente incappato nel materiale archiviato che era stato messo via molti anni prima, e che attraversandolo nuovamente era stata accesa una nuova corrente iniziatica.
 
In tutti gli anni dal 1959 al 1963, i Grant produssero una serie di monografie, le Carfax Monographs, ognuna su un tema differente. Anni dopo, nel 1989, queste vennero pubblicate in un volume, Hidden Lore. Più recentemente venne ripubblicate nuovamente, questa volta con del materiale addizionale col titolo Hidden Lore, Hermetic Glyphs (Fulgur, 2006).
 
Una delle influenze più importanti su Grant fu Spare. Nel 1949 lui e sua moglie Steffi incontrarono l’artista e scrittore occulto. Rimasero amici fino alla morte di Spare nel 1956, supportandolo con alcuni elementi essenziali della vita così come con i materiali per le sue opere d’arte, e questo contatto fece scattare una rinascita nel lavoro di Spare. Grant aveva avuto per un periodo un acuto interesse per la magia e il misticismo di Spare così come per la sua arte, ed in particolare per il sistema di sigilli che Spare aveva esposto nel The Book of Pleasure, pubblicato inizialmente nel 1913. Ad eccezione di rilievo come il disegno del 1928 ‘Theurgy’, i sigilli erano generalmente assenti nei lavori di Spare dopo la Prima Guerra Mondiale, ed egli confessò a Grant che negli anni aveva ampiamente dimenticato i principi che soggiacevano al sistema. Stimolato dall’interesse di Grant e dal suo entusiasmo, Spare si applicò per recuperare tutti quei principi, e i sigilli risorsero in molti dei suoi disegni e dipinti dei tardi anni del 1940 e del 1950. Il risultato degli ultimi pochi anni della sua vita fu come una rinascita per Spare, una fioritura tardiva.
 
Questa rinascita incluse  opere scritte, le quali Grant stampò per lui, nel processo di raccolta critica e commenti, e chiarimenti dove sembrava vantaggioso. Molto di questo lavoro tardo venne successivamente pubblicato da Grant in Zos Speaks! (Fulgur, 1998), insieme alle lettere e agli estratti dei diari che documentavano il loro tempo insieme a Spare, così come una riproduzione delle opere artistiche di Spare. Alla sua morte Spare lasciò in eredità a Grant i suoi manoscritti, dattiloscritti e libri. Instancabili nel promuovere il lavoro di Spare negli anni seguenti, nel 1975 i Grant pubblicarono il bellissimo Immagini e Oracoli di Austin Osman Spare (Muller, 1975; Fulgur, 2003), introducendo il suo lavoro – sia scritto che artistico – ad un nuovo pubblico. La rinascita dell’interesse in Spare negli ultimi anni deve molto ai loro sforzi.
 
Come Spare, attraverso il suo lavoro Grant enfatizza il primato dell’immaginazione. Lontano dall’essere solamente capriccio o fantasia, essa è in effetti il principale mezzo per incontrare ed esplorare l’universo e la nostra relazione con esso. Il lavoro di Grant è primariamente indirizzato all’immaginazione, agli eco sonori nella coscienza del lettore delle sue opere. Come abbiamo già visto, Grant descrivere il Misticismo Orientale come il suo primo amore, e durante il 1950 si immerse nella Advaita Vedanta – la realizzazione che la coscienza è indivisa – scrivendo una serie di articoli per le riviste asiatiche, successivamente collezionati e pubblicati molti anni dopo col titolo At the Feet of the Guru (Starfire Publishing, 2006). Anche se spesso pensato come un culto che esalta l’individualità, Thelema è in effetti radicato in questo suolo, avendo molto più in comune con il Taosimo.
 
Con John Symonds, l’esecutore letterario di Crowley, Grant curò la tentacolare e scatenata autobiografia di Crowley, The Confessions (Cape, 1969). Ciò contribuì molto a portare i lavori di Crowley all’attenzione popolare. Symonds e Grant costruirono su questo, continuando a curare e pubblicare altri lavori di Crowley per tutto il 1970, degni di nota The Magical Record of the Beast 666 (Duckworth, 1972) – una selezione dei diari di Crowley – e i Magical and Philosophical Commentaries on the Book of the Law (93 Publishing, 1974).
 
Negli anni, Kenneth Grant creò il suo proprio corpo di opere, ed in un articolo sul lavoro di Crowley – ‘L’Amore sotto la Volontà’, pubblicato in International Times nel 1969 — si riferiva a un suo studio che stava attendendo di essere pubblicato, intitolato ‘Aleister Crowley e il Dio Occulto’. Il suo editore, Muller, successivamente gli chiese di ripartire il lavoro in due volumi, il primo venne pubblicato nel 1972 con il titolo Il Risveglio della Magia. Il secondo, pubblicato con il titolo originale Aleister Crowley e il Dio Occulto, lo seguì nel 1973. Questo fu l’inizio delle Trilogie Tifoniane, il nono e ultimo volume del quale, The Ninth Arch, venne pubblicato nel 2002 dalla Starfire Publishing. Questi volumi comprendono un corpo di opere notevoli fermamente radicate nel Thelema, anche se eclettiche e che ricoprono vaste aree di magia e misticismo. Nel corso del suo lavoro, Grant portò Thelema in aree al di là di ciò che è spesso considerato essere il confine del lavoro di Crowley, nel processo di evidenziare l’universalità di Thelema e le sue affinità con una vasta gamma di tradizioni e discipline. Ciò che segue è un breve riassunto di ogni volume delle Trilogie; lungo la strada, alcuni temi saranno messi in risalto.
 
Il Risveglio della Magia (Muller, 1972; Starfire Publishing, 2009) era una analisi ed uno studio di una varietà di tradizioni occulte che erano sopravvissute nel corso di millenni, e che ora stanno rivivendo in una declinazione fresca e con nuovo vigore. In particolare è stata tracciata la genesi e lo sviluppo del Culto Draconiano durante tutte le Dinastie Egizie, e in questo contesto più antico sono state esaminate le più moderne manifestazioni come Blavatsky, Crowley, la Golden Dawn, Dion Fortune, e Spare. È  stato dimostrato che nonostante queste siano  manifestazioni recenti, esse sono radicate nella considerevole antica corrente magica che ha nutrito e sostenuto tutte le successive fioriture. Inclusa nel libro come una placca vi era la riproduzione del disegno di Lam di Crowley, la prima volta che venne pubblicato dalla sua originale apparizione nel The Blue Equinox in 1919.
 
Nel capitolo ‘Nomi Barbari di Evocazione’, Grant anticipava la nozione di similarità tra gli elementi del Mito di Cthulhu così come era elaborato nei racconti di Lovecraft, e gli aspetti del lavoro di Crowley. Ciò per suggerire che i due avevano attinto da archetipi similari nell’inconscio collettivo. Nel suo seguente lavoro, Grant  qualche volta giocava intorno al concetto del pantheon delle divinità, ma questo non era mai per insinuare che le divinità fossero reali, o che dovessero essere adorate.
 
Questo libro venne seguito dal secondo volume, Aleister Crowley e il Dio Occulto (Muller, 1973). Quest’ultimo era uno studio più specifico del sistema di magia sessuale di Crowley, ampliato con considerazioni del commentario del Kaula sopracitato. Grant riassunse il libro così:
 
“Questo libro contiene uno studio critico del sistema di magia sessuale di Crowley e le sue affinità con gli antichi riti Tantrici del Kali, la divinità oscura del sangue e della dissoluzione, rappresentata nel Culto di Crowley come la Donna Scarlatta. Era un tentativo di fornire una chiave di lettura al lavoro di un Adepto la cui vasta conoscenza dell’occultismo era insuperata da qualsiasi altra precedente autorità Occidentale. Ho enfatizzato la similarità tra il Culto di Crowley di Thelema ed il Tantra perché la corrente contemporanea interessata nel Sistema Tantrico rende più probabile che i lettori saranno in grado di valutare in maniera più completa l’importanza del contributo di Ceowley all’occultismo in generale e alla Via Magica in particolare.”
 
Vi era anche un capitolo riguardante  ‘Nu–Iside e l’irradiazione oltre lo Spazio’, nel quale Grant si riferiva alla Loggia Nuova Iside e al suo programma di lavoro.
 
Il terzo volume, Culti dell’Ombra (Muller, 1975), esplorava gli aspetti oscuri dell’occultismo che sono frequentemente visti negativamente come ‘magia nera’, la ‘via della mano sinistra’, etc. La spinta di questo libro è contenuta nei paragrafi di apertura dell’Introduzione:
 
“Questo libro spiega gli aspetti dell’occultismo che sono spesso confusi con la ‘magia nera’. Il suo scopo è quello di risanare la Via della Mano Sinistra e  di reinterpretare i suoi fenomeni alla luce di sue più recenti manifestazioni. Ciò non può essere ottenuto senza uno studio dei culti primordiali e delle formule simboliche di cui sono depositari. Non esiste campo più ricco per tale ricerca e  uno scheletro più perfetto per trovarle che nel sistema Feticista dell’Africa occidentale e le sue fioriture nel culto Egitto pre–monumentale. Tale studio è esposto nei primi tre capitoli, dopo i quali i simboli emergono alla luce del periodo storico e appaiono nella forma della Corrente Tantrica spiegata nei Capitoli Quattro e Cinque.
 
Questa Corrente sembra dividersi in due più grandi flussi che riflettono infinitamente la spaccatura originale tra i devoti  dei principi creativi del femminile e quelli del maschile noti tecnicamente nel Tantra come Via della Mano Sinistra e Via della Mano Destra. Appartengono alla Luna e al Sole, e la loro confluenza risveglia il Serpente di Fuoco  (Kundalini), il Grande Potere Magico che illumina la via nascosta tra di essi – nella Via di Mezzo – la via dell’Illuminazione Suprema.
 
È il fallimento quasi universale di comprendere la funzione vera della Via della Mano sinistra che ha portato alla sua denigrazione – principalmente a causa delle sue pratiche poco convenzionali – e ad una imperfetta comprensione dei Misteri ultimi dal lato di coloro che sono incapaci di sintetizzare le due.”
 
 
Da notare il capitolo sul lavoro di Frater Achad (Charles Stansfeld Jones) e dell’Eone di Maat, nel quale Grant prende un punto di vista in qualche modo scettico sulle dichiarazioni di Frater Achad rispetto alla nascita dell’Eone di Maat. Successivamente, come tutti possiamo notare, Grant rivide le sue osservazioni. Il libro contiene anche i capitoli sul lavoro di Michael Bertiaux, introducendo Bertiaux ad un nuovo pubblico di lettori e portando una rinascita di interesse sui suoi lavori.
 
La seconda Trilogia si apre con Nightside of Eden (Muller, 1977). Alla base di questo libro vi è l’esplorazione del Tunnel di Set, sottostante alle vie dell’Albero della Vita.
 
Il lavoro di Grant era inizialmente basato su una breve e oscura opera di Crowley, Liber 231, pubblicato per la prima volta in The Equinox. Questo Liber consiste in sigilli dei geni delle 22 scale del Serpente, nelle 22 celle dei Qliphoth, e qualche oracolo oscuro; evidentemente affascinava Grant, e la sua esplorazione di queste celle dei Qliphoth costituì un elemento importante del lavoro della Loggia Nuova Iside. Grant è stato criticato in alcuni ambienti per il lavoro con ciò che qualcuno vedeva come un maligno e avverso assetto della magia. Comunque, gli aspetti oscuri dell’esperienza sono semplicemente necessari da comprendere quanto gli aspetti luminosi; una comprensione di entrambi è necessaria. Il passaggio che segue tratto da Nightside of Eden tocca questa questione:
 
“Questo mi porta al punto finale: A meno che l’occultismo non diventi creativo nel senso di apertura a nuovi approcci, modifiche e sviluppi dei concetti tradizionali e generalmente se non rivelerà un po’ più di quella Divinità Suprema la cui identità è nascosta dietro il velo di Iside, Kali, Nuit, o Sothis; ci sarà una stagnazione nelle paludi delle credenze rese inerti dalla recente accelerazione rapida della coscienza dell’umanità, che è poco meno che miracolosa. Se la scienza del non manifesto non rimane bloccata a uno stadio preadolescenziale, mentre le scienze del manifesto librano nello spazio, l’occultista maturo deve mettere da parte i giocattoli della superstizione e affrontare coraggiosamente gli Alberi dell’Eternità i cui tronchi e rami risplendono con il fuoco solare, ma le cui radici vengono si nutrono nell’oscurità.”
 
Sebbene questo passaggio è relativo nello specifico a Nightside of Eden, la questione qui articolata per l’innovazione e la creatività si applica all’intero lavoro di Grant.
 
In tutto il libro vi sono diversi riferimenti all’Eone di Maat, ed è chiaro che Grant ha ora rivisto la sua visione precedente, e in qualche modo scettica, di questo aspetto del lavoro di Achad. Infatti, già in questo periodo, aveva visto il materiale di Margaret Ingalls (Soror Andahadna) che lo aveva portato a rivalutare il lavoro di Achad riguardo l’ingresso nel 1948 di un altro Eone che scorreva parallelamente all’Eone di Horus, i due eoni costituiscono una doppia corrente.
 
Nel 1980 Grant pubblicò Outside the Circles of Time (Muller, 1980; Starfire Publishing, 2008), un lavoro che copriva un’area estremamente ampia ed espone, per citare la fascetta di copertina: “un network più complesso di quello che si sia mai immaginato: un network non così diverso dall’oscura visione di H.P. Lovecraft delle forze sinistre in agguato sull’orlo dell’universo”. Vi sono molti fili intrecciati in un ricco e abbagliante tessuto, un filo principale è la non dualità:
 
“Il mondo fenomenico non ha una vera esistenza al di là della sua essenza noumenica. Il mondo non è in cerca di nessuno, il mondo non sa nulla di nessuno; ma le persone stanno cercando il mondo e stanno fallendo nel trovarlo, perché loro sono il mondo e in realtà stanno cercando loro stessi. Ma dato che non sono raffinati, non sono sottili, non sono silenziosi; dato che sono grossolani e pieni di rumore, il mondo gli appare appunto così grossolano e pieno di rumore. Essi si identificano con queste qualità, essi sono queste qualità, e perciò non possono controllarle.
 
Solo raffinando il grossolano nel sottile, il mondo dell’oggetto nel mondo del soggetto, il mondo vigile nel mondo del sogno, solo così possono trovare la chiave per il potere ‘occulto’. Può essere trovata solo nel silenzio totale, quando la mente ha cessato di pensare, quando la bocca ha smesso di parlare, quando gli occhi hanno finito di proiettare immagini. Solo allora la formula del controllo del sogno può portare a un risveglio totale dalla delusione del vissuto.
 
È quindi necessario abituarsi all’idea, di vivere perpetuamente con l’idea, che l’insieme della vita di un individuo – tutto ciò che si può ricordare di essa – è stato composto dall’individuo stesso come una sceneggiatura è composta da un drammaturgo. È una fabbricazione, una lîla, una masque o danza in cui l’individuo è l’unico attore; e anche questo attore è solo una figura in una recita. Non è reale; nessun oggetto può essere reale, perché non vi è assolutamente nulla. Nulla è Nuit, e lei è nessuna cosa precisamente in questo senso particolare di un gioco di potere (shakti) che evolve uno spettacolo di luce e ombre che sembra divenire tangibile come soggetto e oggetto. Ma oggettivamente è un sogno, perchè non vi è soggetto, nessun sognatore; vi è solo il sognare. Solamente quando questa verità viene profondamente percepita che il sogno si risolve nella sua fonte, che è il bindu conosciuto come Hadit, al cuore di Nuit...
 
Hadit si dissolve dentro Nuit, qualcosa in nessuna cosa, oggetto in soggetto, e soggetto – infine – nell’assoluta soggettività che, libera sia dall’oggettiva che dalla soggettività, resta indescrivibile.”
 
Il libro è forse più famoso per la presenza del lavoro di Soror Andahadna, una Sacerdotessa di Maat contemporanea il cui lavoro ha dei parallelismo con il lavoro di Frater Achad molte decadi prima. Molti Thelemiti hanno problemi con l’Eone di Maat. Per quanto li riguarda, ogni Eone dura 2000 anni; noi siamo all’inizio dell’Eone di Horus, di conseguenza Maat è ancora lontano. Faranno eco alla famosa storia di Crowley al giovane Grant: “Maat può aspettare!”. Tuttavia, il seguente passaggio tratto da Outside the Circles of Time mette la questione sotto una luce molto più interessante:
 
“I miti e le leggende appartengono al passato, ma Maat non deve essere pensato in termini di passato o futuro eone. Maat è presente ora per coloro che, conoscendo i ‘sacri allineamenti’ e le ‘Vie nell’Inframezzo’, sperimentano la Parola mai arrivata, sempre emanante, dalla Bocca, nelle forme sempre nuove e sempre presenti che sono continuamente generate dal mistico Atu o Casa di Maat, il Ma–atu...”
 
Ma il libro parla di molto altro. È una potente tessitura di fili apparentemente differenti in una unica, grande e potente corrente. Anche se i libri di Grant sono differenti dai suoi predecessori, Outside the Circles of Time sembrò inaugurare un balzo in una dimensione differente.
 
Outside the Circles of Time fu l’ultimo libro di Grant pubblicato da Muller, e vi fu una pausa di 12 anni fino al 1992 quando la casa editrice Skoob pubblicò Hecate’s Fountain. Grant aveva originariamente concepito questo libro come un compendio dei rituali della Loggia Nuova Iside. Tuttavia, come spesso accade, il lavoro prese un corso tutto suo e fece sbocciare un fiore piuttosto diverso. Il libro era ancora tessuto intorno al lavoro della Loggia, ma questo lavoro era illustrato come aneddoti di specifici lavori, dimostrando in particolare ciò che Grant chiamava ‘tantra tangenziale’, per cui un lavoro magico ha curiosi, e a volte allarmanti, effetti collaterali in contrasto con il suo scopo apparente. Grant tracciò queste anomalie in una interfaccia catalitica che chiamò ‘la Zona Malva’, esistente tra i reami del sogno e del sonno senza sogni. Nella Zona Malva vi sono movimenti, spirali e vortici che danno vita a tenui spettri, sogni, immagini che entrano nella consapevolezza e vengono rivestiti dalla fantasia.
 
La terza Trilogia si apre con  Outer Gateways, pubblicato da Skoob nel 1994 Questo libro continua a amplifica alcuni dei temi di Hecate’s Fountain. Conteneva un lungo resoconto delle diverse trame de Il Libro della Legge, esplorava il lavoro di Crowley in relazione al  Sunyavada, e aveva diverse notevoli cose da dire riguardo al potenziale creativo della gematria:
 
“Un precetto, concetto o numero. Le relazioni esistono unicamente nella coscienza di chi percepisce, la coscienza che è lo sfondo su cui tutti gli oggetti appaiono come immagini su uno schermo. Non vi può essere associazione di idee, nessuna corrispondenza di alcun tipo, tra i numeri o le idee che essi rappresentano, eccetto che nella coscienza del loro soggetto, perché nulla esiste come una entità oggettiva.
 
Le implicazioni di queste considerazioni non sono generalmente apprezzate, anche se sono di tremenda importanza. I numeri possono significare al cabalisti precisamente ciò che lui si augura che significhino all’interno della tessitura del suo universo magico. Essi hanno un’esistenza relativa ma non una realtà oggettiva. I numeri possono quindi essere usati come mezzi magici per invocare specifiche energie latenti nella coscienza del mago. In altre parole, i numeri possono essere visti come entità che sono apparentemente identità oggettive, o personalità, perché essi sono tutt’uno con il potere oggettivo del mago.
 
Il potere dei numeri risiede non nei numeri stessi, ma sempre e unicamente nel mago. Se la mente del mago è ben fornita con numeri magici ( per esempio i numeri significativi per lui) non vi sono limiti, quantitativamente parlando, ai mondi che egli può costruire dalle loro energie  (shakti). Questa è la base della scienza dei numeri, e il razionale della numerologia come arte creativa distinta da una valutazione meramente interpretativa delle probabilità fenomeniche. Il mago non mira a predire il futuro – che dovrebbe implicare che ciò è già esistito – così quanto a crearlo in accordo alle leggi del suo universo magico. La gematria creativa è quindi la scienza e l’arte di proiettare altri mondi o ordini di esistenza, in armonia con le vibrazioni simbolizzate dai numeri, che rendono le vibrazioni direttamente tangibili.”
 
La gematria è utilizzata in tutto il lavoro di Grant per sostenere la conoscenza che già esiste, piuttosto che per dedurre una conoscenza da una relazione gematriale percepita.
 
Comunque, il cuore del libro è senza dubbio The Wisdom of S’lba ed i numerosi capitoli di analisi che sono stati aggiunti. S’lba è una trasmissione bellissima, altamente carica e ricca, ricevuta durante molti anni da Kenneth Grant sin dai tardi anni del 1930, la cui maggior parte è stata reificata durante gli anni nella Loggia Nuova Iside.
 
Vi è una buona quantità di fraintendimenti riguardo la natura delle trasmissioni. Non è solo il caso di una semplice dettatura da parte di una entità disincarnata. Il contatto con ciò a cui si riferisce come i piani interni è una questione molto più complessa e sottile. Prendete per esempio la seguente nota introduttiva di Grant:
 
“La serie di versi intitolata collettivamente la  Wisdom of S’lba … non sono stati scritti in un particolare luogo o ora, anche se lo stato di coscienza in cui essi sono stati ricevuti era sempre lo stesso. Il processo venne iniziato al più presto nell’anno 1939 quando la Visione di Aossic di manifestò la prima volta nella maniera descritta nel libro  Outside the Circles of Time (capitolo 8). La visione si svelò sporadicamente durante il tempo dell’associazione di Aossic con Aleister Crowley ed Austin Osman Spare.  Ma l’aspetto dinamico del Lavorato, che è per dire l’integrazione della Visione in un insieme coerente, arrivò durante il periodo di esistenza della Loggia Nuova Iside.”
 
In una intervista con Skoob pubblicata poco prima di Outer Gateways, rispondendo a una domanda riguado  S’lba, Grand disse: “É stato ‘distillato’ da un processo protratto esteso lungo molto anni, dai Rituali intensi svolti dalla Loggi Nuova Iside tra il 1955 e il 1962”.
 
Come detto prima, Grant prima espose in Il Risveglio della Magia la sua tesi che vi erano analogie suggestive tra gli elementi del pantheon di Lovecraft e gli aspetti del lavoro di Crowley. Vi è un passaggio in Outer Gateways che abbozza le funzioni di queste ‘divinità’ similari in una luce completamente differente:
 
“… Come altri resoconti di fasi inclassificabili della storia della terra, il Culto di Chtulhu è l’emblema della sottocoscienza e delle forza esterne alla coscienza terrestre. Si potrebbe dire nel passaggio che la creatività vera può avvenire solo quando queste forze sono invocate a fluire con la loro luce nel collegamento magico della mente. Per spiegare la mente può essere vista come divisa in tre stanze, l’edificio che le contiene è l’unico reale o principio permanente. Queste stanze sono:
 
1) Subconscio, stato di sogno;
 
2) Coscienza mondana, stato di veglia;
 
3) Coscienza trascendentale, velata nel non iniziato dallo stato di sonno.
 
Gli scomparti sono ulteriormente concepiti come connessi alla casa che li contiene da una serie di condotti o tunnel. La casa rappresenta la coscienza trans–terrestre. Le forze invocate — Cthulhu, Yog– Sothoth, Azathoth, ecc... – vengono allora comprese non come entità maligne o distruttive, ma come energie dinamiche della coscienza, la cui funzione è di distruggere le delusioni dell’esistenza separata (la stanza nella nostra illustrazione).”
 
Il volume successivo,  Beyond the Mauve Zone,  venne pubblicato dalla casa editrice Starfire nel 1999. È, come il nome suggerisce, una considerazione approfondita della regione tra il sonno senza sogni e il sogno che feconda l’immaginazione, e in particolare una riflessione sui vari metodi di accesso alla Zona Malva. Vi sono tre capitoli sul Rito Kaula del Serpente di Fuoco, fornendo più materiale dell’iniziale commentario Kaula ottenuto da David Curwen. Vi è anche una lunga analisi sul  Liber Pennae Praenumbra ricevuto da Soror Andahadna, ed un resoconto sul lavoro dell’autore serbo Zivorad Mihajlovic Slavinski.
 
Il volume finale della Trilogia, The Ninth Arch, venne pubblicato nel 2002 dalla casa editrice Starfire. Consiste in un commento verso per verso di una trasmissione ricevuta durante il corso del lavoro della Loggia Nuova IsideLiber OKBISh, ‘The Book of the Spider’. Questa trasmissione iniziò durante il lavoro magico di Quelielfi, il 29esimo Tunnel di Set, intorno al 1952. Il medium principale di questa trasmissione era una sacerdotessa conosciuta come Soror Arim. Quest’ultima appare nella novella di Gran Against the Light sotto il nome di Margaret Leesing. Non era solo una medium per la trasmissione, ma aveva un ruolo fondamentale e coordinava il lavoro di diverse sacerdotesse della Loggia.
 
The Book of the Spider è essenzialmente una collezione di oracoli criptici che vennero ricevuti nel corso di diversi anni, e in retrospettiva vennero ri-arrangiati in 29 capitoli, ognuno di 29 versi; qualcuno dei versi non era stato ascoltato, o era stato perso, ma questo libro contiene i messaggi principali. Qualche anno dopo la ricezione della trasmissione originale, la Corrente divenne nuovamente attiva. La trasmissione successiva produsse un numero stretto di versi, e venne organizzata in 3 capitoli addizionali, nuovamente di 29 versi ciascuno.
 
Le trasmissioni non riguardano lo stabilire una sorta di contatto radio con una entità disincarnata e trascrivere ciò che ha da dire. Una trasmissione può avvenire attraverso ognuno dei sensi. Spesso viene intuita o appresa in maniera sottile, con l’immaginazione come catalizzatore. L’immaginazione non è un mero capriccio o una fantasia, anche se questo è un significato che la parola ha ottenuto nei tempi moderni. L’immaginazione è cosmica, anche se vi sono aree individuali di consapevolezza di essa, e sono queste aree individuali di cui lui o lei sono consapevoli più immediatamente, a cui ci riferiamo come la ‘nostra immaginazione’. La verità è, però, che non è la nostra, ma un’area comune o cosmica – un continuum, i tratti locali di cui siamo più immediatamente consapevoli.
 
La trasmissione assume molte forme. E’ un flusso di ispirazione nelle aree più personali dell’immaginazione, e diviene spesso vestita in forme disegnate dal subconscio personale. Lo vediamo nei lavori di Lovecraft per esempio, molta dell’ispirazione arriva attraverso il sogno, e si esprime attraverso immagini tratte dall’ampia lettura e dal sogno ad occhi aperti dell'infanzia di Lovecraft.
 
Come la luce viene rifratta dal suo passaggio attraverso un prisma o un pezzo di vetro colorato, o come il sole al tramonto produce uno spettacolo di colori gloriosi e emozionanti, così la trasmissione di una Corrente verrà colorata dalle aree personali dell’immaginazione attraverso cui passa. Il vento, per esempio, diviene manifesto solo nell’agitazione delle foglie di un albero attraverso cui si muove, i profumi che agita, la pelle contro cui si struscia, le forme in cui crea evoluzioni nella sabbia del deserto. Al tempo dei lavori della Loggia Nuova Iside che attrassero e poi incubarono questa Corrente informativa, la Sacerdotessa capo, Margaret Leesing, e altri erano stati catturati dalla narrativa occulta, e in due libri particolarmente –  Dope scritto da Sax Rohmer, e The Beetle di Richard Marsh. A quel tempo, la Loggia Nuova Iside aveva sviluppato tecniche di rituali magici che coinvolgevano la drammaticità della narrativa. Come Kenneth Grant descrive in The Ninth Arch:
 
“Come già citato nella Introduzione Generale a questo libro, i ritualisti della Loggia Nuova Iside utilizzarono alcuni romanzi e storie come altri maghi utilizzerebbero i dipinto o le composizioni musicali per influenzare la perichoresis e gli incontri astrali. Entravano in una storia così come entrerebbero in un dato quadro, scena, deserto, un dipinto di una stanza affollata, o qualsiasi altro luogo. Applicato alla narrazione, il processo si sviluppa drammaticamente come una vivida esperienza cinetica che diviene sorprendentemente oracolare. Usammo principalmente il romanzo di Richard Marsh, The Beetle, e ‘A Tale of Chinatown’ o Dope di Sax Rohmer, per nessun’altra ragione che la principale Chiaroveggente aveva recentemente letto questi testi, e perché altri membri della Loggia erano a conoscenza di essi. La storia di Marsh, in particolare, venne scelta perché conteneva l’unico riferimento pubblicato conosciuto all’attuale autore di  Children of Isis, e quindi sembrò in rapporto con Wisdom of S’lba  e con gli oracoli di OKBISh.”
 
Queste sono le circostanze, i prismi, i vetri colorati, attraverso cui sono espressi i versi di  Book of the Spider. Vi sono dei riferimenti, per esempio, a personaggi come Shöa, la Donna Malvagia; Sin Sin Wa, il saggio e villano cinese; Tling–a–Ling, il suo animaletto e famiglio corvo; Sam Tûk, il suo venerato antenato; tutti questi personaggi sono tratti da Dope di Sax Rohmer. Vi sono riferimenti a Limehouse, a Ho–Nan, a Chandu, al Fiume Giallo, ai sentieri di papavero; questi sono luoghi tratti anche essi da Dope. Vi è il languore del sogno, della fantasticheria le immagini sembrano andare alla deriva, scambiarsi, fondersi – emergere, sfarfallare e ritirarsi. Vi sono anche riferimenti a personaggi tratti da altre storie, come Helen Vaughan e la Signora Beaumont dalla storia The Great God Pan di Arthur Machen. Queste sono maschere, vestiti, e non sono pensati per puntare alle profondità del significato inerente nelle storie dalle quali i personaggi sono tratti. Vi sono riferimenti a scene di racconti come The Brood of the Witch Queen di Sax Rohmer; o personaggi tratti dalle storie di Lovecraft, come Joseph Curwen in Il Caso di Charles Dexter Ward.
 
Vi è molto nei versi di The Book of the Spider che verte sulla vita di Kenneth Grant, e sembra come se delle volte la Corrente informativa sia diretta principalmente a lui. Noi tutti esprimiamo una Corrente informativa di energia magica. Nessuno di noi può esprimere un’assoluta verità, ma trasmettiamo la verità appena la vediamo. Il lavoro di un adepto è sempre in un senso intrinseco a lui o lei. La luce è una ma sono molti i lampi, e ogni lampo trasmette quella luce nel suo modo personale.
 
I personaggi non–narrativi sono anche essi tessuti nella Tela del Ragno. Nel corso del The Book of the Spider, veniamo a conoscenza della dottrina degli avatar, per la quale molte persone che vivono contemporaneamente posso essere, ciascuna di esse, incarnazione di una entità. Come saprà chiunque abbia letto Against the Light, esso riguarda una strega chiamata Awryd, un’antenata di Grand che venne giustiziata per stregoneria nel Sedicesimo Secolo. Awryd ritorna, nelle vesti di Margaret Leesing, Soror Arim, la principale chiaroveggente; e prima di lei, Yelda Paterson, strega mentore di Spare. Comunque, la situazione diventa molto più complessa quando più persone che vivono allo stesso tempo sono ognuna avatar di Awryd – per esempio, Margaret Leesing e Clanda Fane, entrambe contemporanee di Grant nella Loggia Nuova Iside.  Alcuni degli avatar sono personaggi tratti dalla finzione, come Helen Vaughan fa The Great God Pan di Machen, o Besza Loriel dalla novella Il Globo Stellare di Grant. Vi sono riferimenti a David Curwen, un contemporaneo di Grant nella Loggia Nuova Iside che aveva un forte interesse nell’alchimia; nella Tela del Ragno viene rappresentato come un avatar di Joseph Curwen, l’alchimista le cui presenze oscure si profilano in una delle migliori storie di Lovecraft, The Case of Charles Dexter Ward.
 
A seguito di questa breve considerazione sulla Trilogia Tifoniana, che cosa è che costituisce la Tradizione Tifonica che risulta centrale nel lavoro di Grant? ‘Tifoniano’ non è un’etichetta precisa, come risulta da una considerazione sulle voci del Glossario del termine Tifonico, Draco, Ta–Urt e argomenti relativi lungo tutta la Trilogia Tifoniana; vi è una grande diversità. Anche se l’enfasi cambia nell’arco di trent’anni tra le pubblicazioni del primo volume e di quello finale, nessuna di queste voci è una definizione a sé di Tradizione Tifoniana. Invece ognuna di essere articola una sfaccettatura di essa, non importa quanto importanti possano sembrare a prima vista queste sfaccettature individuali. È molto più fruttuoso invece non guardare per una definizione comoda e veloce, ma di permettere all’intuito di trovare una coerenza di fondo e una continuità che scorra attraverso questi passaggi.
 
Se c’è una cosa che si può affermare per caratterizzare la Tradizione Tifoniana allora è in comunione con ciò che qualcuno ha chiamato ‘Esterno’, da considerarsi come lo spazio raggiunto al di la del terrestre, o le indagini della coscienza al di la dell’umano. In questo contesto, l’’Esterno’ può essere sempre e solo un termine relativo, dato che dalla prospettiva del continuum della coscienza non vi è né interno né esterno.
 
In Beyond the Mauve Zone Grant analizza il testo trasmesso da Maat, Liber Pennae Praenumbra, da una prospettiva Tifoniana, e fa le seguenti osservazioni:
 
“É a questo punto appare la divergenza tra la Via di Aiwass–Lam e quella di N’Aton che prefigura una futura incarnazione della coscienza umana – in altre parole, noi stessi come dovremmo apparire in un certo tempo futuro. Come dovrebbe essere a questo punto evidente, rifiutiamo questo postulato in favore della nozione che la coscienza nella sua fase umana sia un insieme unico con in fenomeno transitorio, un mero flash nell’immensità dello Spazio–Tempo (Nu–Iside). Le trasmissioni come lo Stanzas of Dzyan, il Liber AL, il Necronomicon, e, noi affermiamo, il Liber Pennae Praenumbra stesso, non danno supporto alla nozione di una maschera umana identificabile di una coscienza perpetuante se stessa indefinibilmente. Ma tutti coloro la cui volontà è quella di fare – come Nema afferma – “il salto mutazionale nell’essere una nuova specie”, dovrebbero essere preparati ad abbandonare il concetto di coscienza ‘umana’ con tutte le sue implicazioni dualistiche.”
 
Queste profondità di coscienza sono molto più profonde e ampie che la coscienza umana, la quale è indicata nella citazione precedente come transitoria e relativamente superficiale. La Gnosi Tifoninana è concentrata sull’incontro e l’esplorazione di queste profondità. Come Crowley sottolinea nel post-scritto del Capitolo 30 di Magick without Tears:
 
“Avevo pensato fosse un buon piano quello di mettere la mia posizione fondamentalmente da sola in un post scritto; per incorniciarla. La mia osservazione dell’Universo mi convince che vi sono esseri di intelligenza e potere di una qualità estremamente più alta di qualsiasi cosa possiamo concepire come umano; che essi non sono necessariamente basati sulle strutture nervose e cerebrali che conosciamo, e che l’unica possibilità per l’umanità di evolversi come un insieme è che gli individui abbiano contatti con certe Esistenze.”
 
Era convinzione di Crowley che il Lavoro del Cairo del 1904, che portò al contatto con Aiwaz e alla ricezione de Il Libro della Legge, fosse la prima di una serie di comunicazioni. Dopo aver affermato le sue credenze in The Confessions che non vi più nessuna ragione a priori per dubitare dell’esistenza delle intelligenze disincarnate, egli affermò:
 
“Per me la strada è quindi chiara, di andare avanti e asserire positivamente che ho aperto le comunicazioni con un certo tipo di intelligenza; o meglio, che sono stato scelto da lui per ricevere il primo messaggio da un nuovo ordine di esistenze.”
 
Infatti vi sono stati altri messaggi o comunicazioni. Il Lavoro del Cairo del 1904 venne seguito sette anni più tardi dal Lavoro di Abuldiz, e sette anni dopo quest’ultimo dal Lavoro di Amalantrah. Tutti questi lavori erano caratterizzati dal contatto con intelligenze praeter–umane che impartivano informazioni. Vi erano anche un numero di testi trasmessi conosciuti col nome di The Holy Books, come ad esempio ad esempio i sigilli e le espressioni gnomiche che costituiscono il  Liber 231.
 
Questi contatti non erano confinati a Crowley. Dopo la sua morte sono continuati con il Liber OKBISh e The Wisdom of S’lba, entrambi reificati – come delineato sopra – durante il periodo dell’attività della Loggia Nuova Iside. Senza dubbio vi sono state altre trasmissioni, e ve ne saranno altre ancora in futuro. Queste sono emersioni dai profondi strati della coscienza nella consapevolezza.
 
Insieme alla Trilogia, Grant pubblicò anche diversi volumi di poesia e numerose storie brevi e racconti. Il 1963 vide la pubblicazione del suo primo volume di poesie,  Black to Black and other poems. Una collezione di poesie intense e emozionanti, seguita nel 1970 da The Gull’s Beak and other poems. Un terzo volume venne pubblicato dalla Starfire nel 2005, Convolvulus and other poems; questo titolo includeva i due volumi precedenti e ve ne aggiungeva un terzo, una collezione precedentemente non pubblicata, Convolvulus: Poems of Love and the Other Darkness. Questa raccolta includeva degli schizzi di Austin Osman Spare, alcuni dei quali erano stati disegnati appositamente da Spare per Grant.
 
Grant aveva iniziato a scrivere storie brevi da giovane, e scrisse il suo primo romanzo nei primi anni del 1950, Grist to Whose Mill? (di prossima pubblicazione per la prima volta). Ne seguirono altri e venne pubblicati dal 1996 in poi. La maggior parte di questi romanzi sono stati scritti durante il periodo della Loggia Nuova Iside, e rivisti prima della pubblicazione. Presentavano personaggi molti dei quali erano basati in misura maggiore o minore sui membri della Loggia. Grant diede una visione di ciò nelle note nella sovraccoperta al secondo volume nella serie Snakewand & the Darker Strain:
“Queste storie, e altri racconti in questa serie, sono state scritte sulla scia di rituali eseguiti durante il periodo di sette anni nella Loggia Nuova Iside. Molti erano maghi e medium che sono passati nella Loggia, e qualcuno di loro è presente in questa serie di romanzi. Queste personalità mondane potrebbero non essere apparse insolite ad una osservazione casuale, ma quando allungate e sideralizzate dalla prospettiva unica che il loro ruolo magico ha creato per loro, esse raggiungono una apoteosi, un’epifania. Questo fenomeno straordinario dimostra le altezze e le profondità che la natura umana è capace di scalare e sondare, nella frenesia delirante ispirata dalla loro arte. Queste storie sono come orientate all’altro lato di una realtà che raramente si intravede al di fuori di un Cerchio magicamente carico. Pur mantenendo una devozione per Crowley, per Spare, e molti altri mistici e occultisti il cui lavoro lo ha influenzato durante tutta la sua vita, Grant non fu mai un seguace, ma al contrario, creò la sua personale via da numerose influenze, trasformate dal crogiuolo della sua esperienza mistica e magica.”
 
Era acutamente consapevole del principio del parampara o lignaggio spirituale, per cui è responsabilità di un iniziato quella di evolvere il lavoro del suo predecessore, il predecessore in questo caso era Crowley. Nel corso di tale sviluppo, nuove vie di approccio vengono aperte, mentre altre si scoprono essere ridondanti. In questo modo, un corpo di lavori è un essere vivente, sviluppato dalle successive generazioni di iniziati.
 
Il lavoro di Kenneth Grant era ricco, diverso ed eclettico, tessuto da molti fili e distillato da molte fonti. Comunque, la sua influenza principale era Crowley, e Thelema è al cuore del suo lavoro. Sull’onda della sua morte, il compito immediato è quello di assicurare che tutti i suoi lavori pubblicati vengano nuovamente stampati e subito disponibili, e di continuare la spiegazione dei principi che sono alla base di quel lavoro. Al di là di questo, comunque, il corpo di opere che ha sviluppato sarà, a suo turno, continuato, rilavorato e ri-sviluppato da coloro che verranno dopo di lui. Questo è il più grande lascito per cui ognuno di noi deve sperare.
 
Mi piacerebbe chiudere questo studio preliminare con un passaggio dall’Introduzione di Outside the Circles of Time. Qui Grant pone una luce sullo scopo del suo lavoro; il passaggio in questo è succinto ed espresso in maniera stupenda:
 
“Un punto finale è qui rilevante, e lo affermo senza alcuna scusa. Non è mio scopo di cercare di provare nulla; il mio scopo è di costruire uno specchio magico capaci di esprimere alcune delle immagini meno elusive che si vedono come ombre di un futuro eone. Faccio ciò attraverso il mezzo della suggestione, dell’evocazione e di quei ‘concetti nel mezzo’ e obliqui che Austin Spare definiva come “Né–Né”. Quando ciò sarà compreso, la mente del lettore diventerà recettiva agli influssi di alcuni concetti che possono, se ricevuti senza distorsioni, fertilizzare la dimensione sconosciuta della sua coscienza. Per ottenere questo scopo bisogna sviluppare un nuovo modo di comunicare; il linguaggio di per sé deve rinascere, rivivificarsi, e dare una nuova direzione e un nuovo slancio. L’immagine veramente creativa nasce dall’immaginare creativo, e questo è – infine – un processo irrazionale che trascende la comprensione della logica umana.
 
E’ risaputo che gli scienziati e i matematici hanno sviluppato un linguaggio criptico, un linguaggio così elusivo, così sfuggente, eppure così cosmicamente essenziale che forma quasi un modo cabalistico di comunicare , molto spesso frainteso dai suoi stessi iniziati! La nostra posizione non è ancora così disperata, dato che abbiamo a che fare primariamente con il complesso corpo-mente nella sua relazione con l’universo, e l’aspetto corpo è profondamente radicato nel suolo del senziente. Le nostre menti possono non capire, ma negli strati profondi del subconscio dove l’umanità condivide un letto comune, vi è un istante di riconoscimento. Similarmente, un mago escogita la sua cerimonia in armonia con le forze che vuole invocare, così un autore deve fare particolare att4enzione alla creazione di una atmosfera che è adatta per queste operazioni.  Le parole sono i suoi strumenti magici, e le loro vibrazione non devono produrre un rumore meramente arbitrario, ma una sinfonia elaborata dei riverberi tonali che innescano una serie crescente di echi profondi nella coscienza dei suoi lettori. Non si deve enfatizzare troppo o sovrastimare l’importanza di questa sottile forma di alchimia, perché è nelle sfumature, e non necessariamente nel significato razionale di quelle parole e numeri utilizzati, che la magick risiede. Inoltre, è molto spesso nella suggestione di certe parole non utilizzate, ma indicato o usare da altre parole senza alcuna relazione diretta ad essere, che producono le definizioni più specifiche. L’edificio della realtà–struttura può alle volte essere sviluppato solo da un’architettura dell’assenza, per cui l’edificio reale è allo stesso tempo rivelato e nascosto da una struttura aliena ossessionata dalle probabilità. Queste sono legione, ed è la facoltà creative del lettore – sveglia e attiva – che può popolare la casa con le anime. Allora, questo libro può significare molte cose a molti lettori, e cose diverse per tutti; ma a nessuno può significare nulla in assoluto, perché la casa è costruita in maniera tale che nessun eco vada perso.”
 
http://www.starfirepublishing.co.uk/