Prefazione a "Le Confessioni" di Aleister Crowley

Pubblicato per la prima volta come Prefazione ad A. Crowley, The Confessions, Routledge and Kegan, Londra, 1979, Penguin/Arkana 1989 ed in lingua italiana in Primordia XVI, Milano, marzo 2000, Milano;, autorizzazione dell’autore. Traduzione di Roberto Migliussi
 
 
Sin dalla pubblicazione di questo libro dieci anni fa è divenuto evidente che Aleister Crowley fu qualcosa di più che solamente un altro eroe di culto del nostro tempo.
La vita di Crowley fu più fantastica di quella di Gurdjieff, la sola persona paragonabile tra i suoi contemporanei, le cui non convenzionalità fuono in gran parte ignorate. Le eccentricità di Crowley, al contrario, sono state così enfatizzate che il valore unico della sua opera in ogni area concepibile dell'occultismo spirituale è stato oscurato fino a tempi recenti. Solo durante il decennio precedente le idee di Crowley sono state riconosciute ampiamente in armonia con un vasto nuovo corpo di letteratura che fonde la scienza, la fantasia e la metafisica in un modo che può alla fine materializzare i più folli incubi di un H. P. Lovecraft.
Timothy Leary, per esempio, si identifica così interamente con la corrente iniziata da Crowley e "le coincidenze-sincronicità tra la mia vita e la sua" che considera una delle sue aspirazioni il completamento dell'opera che Crowley aveva iniziato di preparare il mondo alla coscienza cosmica. Come con Carlos Castaneda - un altro scrittore profondamente interessato a queste tematiche - il punto di svolta di Leary arrivò grazie alle droghe sebbene queste ultime fossero più tardi scartate da Castaneda come non essenziali all'apertura dei centri più alti. Crowley fu, d'altro canto, il primo a mettere in relazione tali stati di coscienza con vari tipi di esperienza spirituale e come mezzi per facilitare il contatto con entità extra-dimensionali. Un recensore delle Confessioni ha indicato in Life che 'Crowley era superiore ai cultori sventati di oggi come il "Fai quello che vuoi" di Rabelais sta al loro "Fai il tuo Interesse"'. Magick[1] di Crowley è considerato dalle persone competenti in materia il libro più esauriente mai scritto sul soggetto e le Confessioni portano alla vita l'uomo che lo scrisse.     
      Molte delle personalità famose, non famose o poco conosciute, i cui incontri con Crowley sono qui descritti sono state ora rivalutate, dal 'marmocchio' di Marie Desti che si trasformò nel regista cinematografico Preston Sturges a Somerset Maughan, di cui si sparse la voce dopo la pubblicazione del suo romanzo "Il Mago" che avesse venduto la sua anima al diavolo nella forma di Aleister Crowley in cambio di una fama mondiale. Il primo biografo di Crowley, il Generale-Maggiore Fuller abbandonò il 'Bambino Coronato e Conquistante' del Libro della Legge per Hitler e citò lo stesso avergli detto in una occasione: "spero che lei sia compiaciuto con il suo bambino" in riferimento ad una vasta parata di carri armati tedeschi, il prodotto delle più tardi teorie di Fuller.
Florence Farr,  confidente[2]  di Shaw e di Yeats, concluse i suoi giorni a Ceylon sotto la guida spirituale del mentore di Allan Bennett, Sri Ramanathan; e Gerald Kelly, 'pittore secondo l'elenco telefonico' fu debitamente insignito cavaliere per i suoi molti ritratti di sovrani. Per quanto riguarda i pioneristici tentativi di Crowley sul picco himalayano del K2 il suo "spirito maligno della tempesta" pretende ancora vittime.
I semi delle più interessanti speculazioni riguardanti il futuro si troveranno in quello che Alan Watts - uno delle centinaia di recensori delle Confessioni - ha chiamato "questo volume imponente che dall'inizio alla fine è quasi del tutto interessante, affascinante, arguto, arrogante, immodesto e tuttavia curiosamente saggio".
 
KENNETH GRANT
 
Londra, 1978.
 

 

[1] L'edizione completa, comprendente Libro 4, Parte Prima, Libro 4, Parte Seconda, e Magick in Teoria e Pratica, edizione edita, annotata ed introdotta da J. Symonds e K. Grant, Routledge & Kegan Paul, Londra, 1973; l'edizione italiana, Magick in Teoria e Pratica,  Astrolabio Editore, Roma, 1976.

[2] [N.d.T.] In italiano nel testo.