Lo Sviluppo Spirituale e la permanenza dei nostri raggiungimenti

Un’idea si snoda come un filo attraverso tutti i sistemi di sviluppo psicologico e spirituale: Come raggiungere risultati permanenti? É possibile mantenere i nostri successi senza perderli dopo un certo periodo di tempo?
Una grande maggioranza di fondatori di sistemi fanno tali proclami. I loro sistemi di sviluppo, ci dicono, danno risultati permanenti: buone sensazioni, attitudini positive verso la vita, l’abilità di tener testa ai problemi, livelli più alti di comprensione della vita e grande espansione della coscienza etc. Di fatto non lo sono. Come l’antico Libro Cinese del Cambiamento o I Ching insegnò agli uomini migliaia di anni fa – solo il cambiamento è permanente.
Fui stimolato a scrivere questo messaggio perché recentemente un operatore PEAT mi pose l’eterna domanda: Come posso fissare uno stato di Pleroma per rendere la soddisfazione e la felicità dei suoi clienti permanente?
Il fatto è che la permanenza e lo sviluppo sono idee mutualmente esclusive. Con molti sistemi puoi raggiungere stati relativamente permanenti. Ma se desideri continuare a svilupparti, estendendoti in nuove dimensioni, spazi e dinamismi, incontri nuovi problemi e le tue precedenti soddisfazioni e felicità spariscono.
Vi fu un lungo periodo di tempo quando io e un gruppo di miei associati praticavamo l’Intensivo Gnostico. Noi lo consideravamo come il metodo più profondo e più valido di sviluppo spirituale. La Gnosi, l’Illuminazione o le Dirette Esperienze della Verità, che noi di solito raggiungevamo, erano magnifiche, profonde e onnicomprensive. Ma  non erano permanenti. Dopo un pò di tempo divenivano sempre più labili e perdevano il loro potere. Dopo circa dieci anni di dura lotta noi alla fine compimmo un passo in avanti – entrammo in uno stabile stato di coscienza o Meuna (in Algolic o linguaggio cosmico esso significa “Io sono uno”). Tale stato di essere-Meuna sempre fu quello che fu, un altro è sempre stato un altro, la vita è sempre stata vita, Dio è sempre stato Dio.
Dopo l’entrata nel Meuna sembrava che fossimo incapaci di compiere alcun lavoro di sviluppo spirituale o psicologico. Non vi era possibilità di mettere un qualche sforzo, di lottare, di battersi per qualsiasi cosa. Ogni cosa era data come essa doveva essere. Noi eravamo guidati dal grande fiume della vita ed era ridicolo compiere qualsiasi sforzo per cambiarlo, nuotare a sinistra o destra o di concluderla.
Io ebbi una comprensione profonda riguardo alla mia vita. Per tuttta la mia vita avevo cercato di scoprire la vera o corretta maniera di vivere. Alla fine al mio 53° anno la scoprii, era esattamente la maniera di vita che avevo sempre vissuto.
I Problemi persero la loro asprezza. Se ti ammali, beh, era una parte inseparabile della vita e  dovevi accettarla senza molta resistenza. Se eri senza sold, era evidente che non stavi morendo, continuavi a vivere comunque.
Sentivamo di essere arrivati alla fine. Era veramente la fine del gioco. Non vi erano problemi ma anche nessuna sfida; nessuna sconfitta ma allo stesso modo nessuna vittoria. Questo stato durò circa un anno e mezzo.
Alla fine di quel periodo io notai un fenomeno che io chiamo ‘prurito spirituale’. Divieni inquieto e inizi a cercare un nuovo gioco. Vero, si era vuoti, stabili e senza problemi, ma si notava che gli altri intorno a te non lo erano. E i loro problemi divengono i tuoi problemi. Era così semplice! Non mi importava molto della mia polmonite ma ero profondamente toccato da qualche bambino affamato e morente in Africa. Vedere per la strada un cane con una zampa rotta mi faceva venire le lacrime agli occhi. Gli amici di solito mi dicono: “É un bene essere così sensisbile? Fatti gli affari tuoi. Hai una buona vita, non hai un vero problema”. Ma i loro suggerimenti erano vani. Forse la fame era un problema per i bambini Africani ma era anche il mio problema sicuramente!
Così, vedete, si può raggiungere qualche stato più alto relativamente stabile ma dopo di esso, se si vuole continuare ad espandersi in nuove sfere e dimensioni, si iniziano a sperimentare i problemi degli altri come propri, perché con l’espansione del proprio essere uno li abbraccia. Tu sei loro e essi sono te. Se per un momento fissassi ripetutamente uno stato di Pleroma, preverresti e fermeresti sicuramente l’espansione del tuo essere e la possibilità di ritornare alla tua casa spirituale.
L’espansione e l’ascensione dell’Essere è solamente una faccia della moneta, l’altra è confrontarsi con nuove dimensioni e mondi, che portano nuovi ostacoli, difficoltà e problemi. Allora noi creiamo nuovi sistemi per affrontarli continuando così il nostro sviluppo ed il nostro progresso.
Zivorad