Livelli di coscienza e l'efficienza del trattamento

L’efficienza è una idea comune a tutti i sistemi di psicoterapia e trattamento psicologico e spirituale. É naturale tendere a creare sistemi e metodi più veloci, più facili e semplici per tale opera. Vi sono pochi elementi di tali attività. Uno, un poco trascurato, è la gerarchia di livelli di coscienza o di esperienza da cui lavoriamo.
Questa idea proviene dagli antichi tradizionali sistemi di Filosofia Perenne, ma di quando in quando noi ‘inventiamo’ quell’idea di nuovo.
Nell’essenza essa è un semplice pezzo di conoscenza pratica: più alto è il livello di coscienza da cui stai trattando uno stato non voluto più il trattamento è efficiente!
La Qabalah parla apertamente di ciò. Nell’Albero della Vita vi sono 10 Sephiroth, che, principalmente, rappresentano i livelli di coscienza. Al di là del più alto (Kether) vi è un Vuoto o Ain Soph Aur o Luce Infinita. Ogni cosa che viene all’esistenza viene ad essa e passa attraverso le 10 Sephiroth, arrivando infine alla manifestazione fisica o Malkuth. Chiunque voglia avere una struttura efficiente deve sempre partire con il Vuoto o Luce Infinita.
La Magia insegna ai suoi seguaci questa regola semplice: Per avere una creazione stabile bisogna invitare l’Intelligenza che governa quella sfera di attività. Quando si lavora con l’appropriata Intelligenza Cosmica si scopre presto che è sotto il dominio di qualche Intelligenza Più Alta. Allora te inviti quella e presto scopri che ne esiste una ancora più alta. Così passo dopo passo ci si avvicina al Creatore Onnipotente (o Luce Infinita) come la fonte più forte, e dal Suo punto di vista si hanno i risultati più permanenti.
Parlando del combattimento magico Dion Fortune dice che in tale conflitto il mago che è attivo su un livello più alto di coscienza vince sempre.
I nuovi sistemi, come la PNL (Programmazione Neuro Linguistica), ne parlano come di una gerarchia di livelli logici, enfatizzando l’importanza di ‘salire nei livelli’. Gli esponenti della PNL lo presero evidentemente da Gregory Bateson, il quale semplicemente diceva che i livelli più alti dominano quelli più bassi.
Nei sistemi che ho creato, che sono denominati con il termine comune di Tecnologia Spirituale, si può vedere la stessa cosa. Nel mio primo sistema, Excalibur, quando si applica il cosiddetto Primo Metodo per l’eliminazione di problemi permanenti o difficili, si dis-creano uno dopo l’altro degli elementi del problema. Iniziando con le sensazioni corporee come le più grezze, si arriva alle emozioni, agli elementi mentali (credenze, ideee preconcette, giudizi, scuse, sforzi etc), per arrivare alla fine al puro pensiero iniziale o decisione. Dopo averlo dis-creato non rimane alcunché, solamente il Vuoto. E non vi è più il problema, naturalmente.
Forse è più facile notare questo fatto in Aspectics, perché è evidente che durante la Tecnica della Catena un soggetto scala verso stati sempre più alti di emozioni e pensieri fino a che alla fine il soggetto entra nel Vuoto. Un simile processo noi lo abbiamo nel Sunyata, come lo sa bene chiunque lo abbia provato. E, naturalmente, è molto evidente nel PEAT, anche se potrebbe sembrare che ci stiamo muovendo nella direzione opposta (giù invece che sù) ma tale distinzione è solamente arbitraria – uno arriva al Vuoto di nuovo, che è l’inizio e la fine allo stesso tempo.
Qual è l’applicazione pratica di questa conoscenza? Bene, conoscendola noi siamo meglio equipaggiati quando creiamo nuovi metodi o perfezioniamo quelli vecchi.
Il principale elemento in tale approccio è l’abilità auto-riflessiva dell’essere umano, quando per esempio non si rimane nel nostro pensiero negativo, ma quando ci pensiamo; oppure, non stiamo in una emozione negativa ma abbiamo nuove emozioni rispetto a quella vecchia negativa.
 
Arelena
Zivorad