Le Pietre di Callanish

Traduzione di Roberto Migliussi
© Linda Falorio, 2005
 
 
L’Entità gridò, e la ragazza si contorse quando alla fine apparve, tentacolare e oscuro, il suo dente imponente una orribile zanna, il suo occhio iniettato di sangue che brillava attraverso l’oscurità malsana. Un vento improvviso soffiò freddo e turbinò intorno alle silenti pietre erette mentre i due uomini guardavano intensamente, curvati sullo spettacolo recitato nell’oscurità della landa.
 
Una debole luce stellare brillava fredda e pallida sopra il suo corpo, arcuata nuda sulla pietra centrale usata come un altare mentre l’Entità coagulata dentro lo specchio si gettò sopra di lei. E con un improvviso movimento di strappo l’Entità si era liberata dallo specchio che la intrappolava, il corpo amorfo contorto in ebollizione nell’oscurità della landa desolata.
 
L’Entità si schiacciò sopra la ragazza. Pieghe di carne scura e tentacoli accarezzarono la sua fragile forma, soffocarono le pallide linee del suo corpo nudo fino a che tutto era solo luce stellare oscura, un vuoto nero e una totale convulsione al centro dell’antico cerchio di pietre. E una strana luce, non terrestre, giocava sulle pietre come il pulsare delle Luci del Nord, come se le pietre si fossero improvvisamente risvegliate dopo tutti i loro anni come sentinelle silenziose, dopo generazioni infinite mantenute come Sorveglianti delle innominate Porte Esteriori.
 
E in un attimo il vento morì sulla landa. Saziata, l’Entità lentamente si allontanò. L’occhio rosso sembrava solamente indistinto mentre la forma amorfa tentacolare e oscura si mosse una volta ancora sulla superficie dello specchio, e quella ombra si fuse di nuovo nella luce stellare, non lasciando alcunché di se stessa ma solamente il silenzio delle fredde e distanti stelle.
 
“Sei a posto?” I due uomini chiesero mentre si precipitavano fuori dal loro nascondiglio dietro le pietre stendendo delle lenzuola per avvolgere il suo corpo tremante. Ma i due erano poco più che ragazzi, sottili e magri, con niente altro che l’innocente interesse nei loro giovani visi. E il corpo della ragazza tremava mentre la aiutarono a spostarsi dallo specchio posto al di sotto sulla pietra altare centrale.
“Penso di sì,” lei replicò insicura, tenendo la sua mano sulla fronte come se dolorante. “Cosa è successo? Hai visto qualcosa? Pensi che ha funzionato??”
I ragazzi si guardarono a vicenda. “Non hai visto qualcosa?”
Uno sguardo impaurito tremolò attraverso i suoi lineamenti per un momento, e quindi essi si calmarono . “No. Credo solo che sono andata in bianco. Come se stessi dormendo o qualcosa del genere…”. Lei guardò di nuovo prima uno e poi l’altro ragazzo. "Perché ragazzi non volete dirmelo? Cosa è successo, cazzo!"
I ragazzi si scambiarono uno sguardo di conoscenza e cospirativo, quindi  Justin gridò: “Ce l’abbiamo fatta!”
Ridendo I tre si scambiarono un ‘cinque’ e danzarono intorno alle Pietre fino a che tutti e tre caddero al suolo, esausti, guardando al silenzio delle stelle.
“E ora?” La ragazza chiese alla fine. “Cosa succede ora che abbiamo stabilito il contatto?”
“Pammy, ora inizia il divertimento!” Justin rise, strofinando le sue mani con una deliberata sinistra gioia. “Giusto, Burke?” Egli rise di nuovo dando un colpetto al suo compagno.
“Non sono così sicuro”, Burke replicò attentamente, come sempre. “Io non sono sicuro se abbiamo contattato la giusta Entità. Dico, noi si supponeva che dovevamo riattivare un sito usato nell’adorazione Megalitica di Cernunnos, il Dio Cornuto delle Streghe. Ma avete visto come è apparso…”
“Come?” Pam chiese. "Dici che tu realmente lo HAI VISTO?”
Facendosi improvvisamente silenziosi Justin and Burke si scambiarono uno sguardo composto.
“Andiamo ragazzi! Penso che ho il diritto di sapere. Cosa è successo?!”
“Pammy, via, non è niente. Dico, noi non potevamo realmente VEDERE niente. Sembrava solo come se ci fosse QUALCOSA là… . . . almeno tu ti comportavi come se…”
“Comportarmi come se cosa?”
“Bene, se tu lo dovessi sapere, a te sicuramente sembrava che ti piacesse un casino!” Justin rise e spinse con il gomito Burke.
“Oh” Pam sprofondò indietro sul suolo duro della landa. “Penso che allora dovesse essere il Dio Cornuto allora. Ho sempre saputo che sarebbe stato magnifico, essere una antica Strega, alta sacerdotessa, e farlo con il dio! Non sarebbe grandioso se noi abbiamo riattivato la vecchia religione delle Streghe? Pensa a tutto il potere che noi avremo allora. . . Mi domando perché le bruciavano?”
“Cosa?”
“Bruciare le Streghe, dico”
“Era una strana religione. . .” Burke iniziò.
“Non è che ti stanno venendo i piedi freddi eh?” Justin lo accusò, ridendo.
Burke pensò per un lungo tempo, guardando alle pietre, e alla strana luce non terrestre che stava ancora tremolando su di esse. “No, . . . è solo che vorrei essere prudente, è tutto. E io non sono sicuro dell’Entità che abbiamo contattato, . . .”
“Ma noi abbiamo ri-attivato il sito, non  è vero?” Pam chiese.
“Di sicuro l’abbiamo fatto! Guarda le luci! Io non sono ancora sicuro, . . . Forse abbiamo sbagliato. Forse le Pietre di Callanish erano antiche molto tempo prima del tempo dei Culti Megalitici delle Streghe. Io non sono persino sicuro del fatto che esseri umani le abbiano costruite, o che tipo di dio innominato essi adoravano…”
“Di cosa stai parlando?” Justin domandò. “Esattamente cosa vuoi cercare di dirci?”
“Io non sono ancora sicuro. Certamente noi abbiamo risvegliato Qualcosa. Ma quello che era realmente io non ne ho alcuna idea, . . . “ Burke replicò, pensieroso. E il vento innominato soffiò lungo la landa, fischiando nello spazio tra le pietre.
“Non svegliamo il cane che dorme,” Pam sussurrò.
“Forse, . . . Io solo spero che sia ritornato indietro da dove è venuto, . . . perché se non l’ha fatto…”
“Allora cosa?” Justin si schernì.
“Non dire quello che l’Entità deve fare”, Burke sussurrò, fioco per la paura. “Quei tempi erano oscuri, la moralità non esisteva. Gli istinti animali erano tutto quello che contava. ‘Mangia o sarai mangiato’, come il proverbio dice. Gli Dei oscuri governavano la terra il cui solo pensiero era la soddisfazione dei loro desideri innaturali, . . .”
“Burke, mi stai spaventando!” Pam gridò, e saltò sù dirigendosi verso la macchina.
Justin era in piedi rigido, riluttante, ripulendo le spine e quello che gli si era appiccicato ai suoi vestiti. “Andiamo Burke, andiamo con lei. Possiamo ritornare dopo per gli specchi.”
“Non è terribilmente affollato,” si lamentò Justin mentre si stringeva tra di loro nel sedile anteriore della macchina.
“Di cosa ti stai lamentando? Sono io quella che ha cavalcato questa dannata consolle! Inoltre mi sento più sicura in questo modo,” si difese, volgendo lo sguardo nervosamente al sedile posteriore della macchina.
“Io non so per che siete preoccupati”, Justin insistette. “L’avevamo tutto progettato. Ogni cosa è andata a posto perfettamente. Niente può essere andato male…”
“Ma è andato male”, Burke gli ricordò.
“Dici quella stronzata dell’essere arrivati all’Entità sbagliata? Te lo puoi dimenticare! Noi siamo tutti semplicemente stregoni e streghe qui, Jack! Te e i tuoi ‘Dei Oscuri’! Ti preoccupi troppo! Rilassati e goditi la scarrozzata! Dimenticalo!”
“Oh – ”
“Che cos’è Pammy?”
“Niente. Ho avuto solo una sensazione di freddo. Non posso dimenticare una sensazione veramente da brivido. Desidererei poter ricordare cosa accadde là fuori…”
“No, non lo fare” Burke borbottò.
“Cosa?”
“Niente”
“Pammy, sposta il tuo ginocchio così posso far partire la macchina . Non posso arrivare al cambio, . . .”
“No, aspetta. Non mi sento bene. Penso che mi vado a sentir male. Fammi uscire, . . .”
“OK Laggiù . Giù lungo il sentiero c’è qualche cespuglio,”
Burke l’indicò mentre la tirava fuori dalla macchina.
“Dio! Che notte!” Justin imprecò e si accese una sigaretta mentre si appoggiavano contro la macchina per aspettare Pam. “Pensi che stia bene?”
“Sono perplesso!!” Burke replicò. “Ma per il suo bene, io certamente spero di sì. Per il bene di noi tutti, . . .”
“Cosa vuoi dire?”
“Niente,” Burke mormorò mentre il vento si alzava e strideva lungo la landa piana e desolata. Pensava di aver di nuovo visto le luci strane giocare sulle pietre, come se qualcosa di malvagio e di proibito fosse stato risvegliato.
“Sai se facevano un sacrificio umano?” Burke chiese alla fine.
“Cosa?”
“Non importa. Stavo solo pensando a quelli prima delle Streghe, quelli che adoravano gli Dei Antichi, gli dei innominati di qualche era pre-umana. . .”
“Dacci un taglio! Perché non la smetti di ritornare sempre su questa merda! . . . Pammy, cosa ti succede? È dannatamente ghiacciato qui, con questo vento!”
“Non mi sento bene. . .”
“La sua voce suona strana. . . bisognerebbe andare a prenderla,” Justin disse, e con riluttanza Burke si incespicò nella foschia avvolgente e nell’oscurità del sentiero.
La notte era rapidamente divenuta oscura e densa con nuvole che correvano velocemente per il vento oscurando la luce pallida delle stelle. Burke cercò di non pensare alla luce empia sopra le pietre, dell’Entità che essi avevano risvegliato inconsapevolmente, mentre egli andava a tastoni tra i tra i pruni stringenti che stavano lacerandogli le sue braccia, il viso e i vestiti.
“Oh sei qui!” Disse, scontrandosi ciecamente in Pam. "Stai bene?"
“Cosa ti è successo?” Lei chiese in modo quieto, toccando con il suo dito una ferita sulla guancia di lui. Quindi lei mise il suo dito sanguinante nella sua bocca, decisa e pensierosa. Fece un suono gutturale dentro la sua gola e si voltò improvvisamente verso di lui. “Ti voglio.”
"Cosa? Oh ma che cazzo. . .” Burke sospirò, e nel mentre premeva le sue labbra alle sue sentì che erano fredde ultraterrene.
“Tutto a posto laggiù eh?” Justin li chiamò quando udì uno strascichio nei cespugli, i gemiti soffocati, i suoni gutturali, come di un animale morente.
"Vieni giù, Pammy sta male. Ho bisogno del tuo aiuto," Burke lo chiamò, la sua voce si era tramutata in qualcosa di strano.
“Sicuro, . . .” Justin sospirò e avanzò a tentoni giù verso il  sentiero.
Il silenzio era sinistro, la notte giaceva calma e densa sul sottobosco e la vegetazione raggrovigliolata alla fine del sentiero.
“Dove siete, . . .?” Justin chiamò ad alta voce, brancolando. Udì un rumore e si voltò bruscamente, incespicando.
“Mio Dio, . . .” Egli vide Burke and Pam, sanguinanti, strappati come se massacrati da qualche animale selvaggio.
Quando udì il suono di nuovo, egli si girò ma troppo tardi vide la Cosa brillante che apparve sopra di lui, il suo occhio rosso fiammeggiante nel buio. Tutta la sua bava amorfa e la zanna sanguinolenta e i tentacoli li rivolse al suo corpo indifeso, ricoprendolo di vuoto e buio assoluto.
E il vento turbinò follemente lungo la landa desolata, strillando attraverso lo spazio tra le Pietre silenti. Le strane luci ondeggiarono su di esse una volta ancora, come se qualcosa di malvagio e di proibito fosse stato risvegliato dai secoli del suo sonno. Mentre lo specchio dimenticato luccicava, remoto e freddo. Riempito dalla luce dalla luce oscura delle Stelle.