Il Sadhana Serpente-Lam

Il presente articolo, autorizzato dall’autore, è stato pubblicato in Starfire, Vol. II, N. 1, 1996, Londra; traduzione di Roberto Migliussi
© Michael Staley, 2009
 
 
I. Lo Sfondo di questo Sadhana
 
Questo è il secondo di una serie di articoli che presentano lo sviluppo di Lam come un Sentiero di Iniziazione. I lettori possono ricordarsi la conclusione dell’articolo “Lam: La porta” nel numero precedente di Starfire, dove Lam non era semplicemente una entità ma una Porta alla esperienza diretta della Gnosi. Questa Esperienza Diretta è l’obbiettivo dell’opera magica e mistica.
 
La prova del dessert è il mangiarlo. Se Lam ha un tale potenziale allora quel potenziale dovrebbe essere prontamente utilizzato. Quindi dovrebbero sorgere all’attenzione nuovi modi di operare con Lam. È in questo spirito che il presente sadhana è stato sviluppato ed è offerto a qualunque persona che desidera provarlo. Non vi aspettate un prodotto luccicante finito, ma piuttosto un approccio scheletrico che deve essere arricchito dall’Iniziato stesso o stessa. Come materia di interesse il bisogno per la personalizzazione e l’elaborazione avviene in  tutti i rituali e pratiche. Persino una pratica apparentemente semplice come il Rituale Minore di Bando del Pentagramma viene eseguita in maniera differente da ciascun Iniziato, non importa quanto bene lui o lei possano cercare di attenersi al test. Questo perché a parte le differenze nei gesti e nella pronuncia il fulcro risiede nelle evocazioni immaginative, e queste differiranno in maniera considerevole da una persona all’altra. Inoltre: la pratica è differente da una operazione alla seguente. Se queste considerazioni sono vere per i rituali più semplici, quanto di più lo sono nel caso di più complessi, tali quali il Reguli o Samekh.
 
Vi è un’altra ragione per l’attitudine di porre scheletri davanti alla riverita presenza dei nostri lettori – perché noi a Starfire non siamo necrofili in modo gratuito. I lettori, o piuttosto coloro che sono abbastanza interessati non solo a leggere ma ad operare con quello che hanno letto  trarranno il massimo del beneficio da una pratica che non segue semplicemente qualcosa che è stato esposto ma sperimentandolo e, sulla base della loro esperienza, adattando il rituale per armonizzarlo a loro stessi. Questo approccio è fondato. Anche se Lam deriva dall’Operazione Amalantrah Working Crowley non ha mai sviluppato il tema. Sta a noi stessi quindi svilupparlo se esso ci deve essere utile.
 
II. Sviluppo di questo sadhana
 
 
Nel corso dell’articolo nel numero precedente di Starfire, mi colpì il fatto che vi fosse una possibile connessione con il Serpente di Fuoco attraverso lo stesso nome Lam. Questo perché “LAM” è il bija-mantra o suono radice del Muladhara Chakra, che è la casa del Serpente di Fuoco. Nella testa di Lam, come disegnato da Crowley, vi è chiaramente visibile una stilizzazione dell’Ajna Chakra. Alzandosi dalla testa di Lam viene inoltre mostrato un cono d’ombra, una sorgente o fontana: uno dei simboli associati con il Manipura Chakra è la ‘Fontana di Rugiada’. Anche se il contesto non è precisamente lo stesso il termine mi colpì come essere in particolar modo adatto a descrivere il cono d’ombra.
 
Diversi mesi fa ho letto un resoconto di un sogno che indicava che la testa di Lam fosse montata sopra il corpo di un serpente. Sulla base della mia propria esperienza con Lam ad oggi vi è una forte connessione con il Santo Angelo Custode, così come con l’Eone di Maat. Queste connessioni sono esplorate nell’articolo menzionato sopra, così come ad una conferenza su Lam che io ho dato ad Oxford nell’ottobre del 1994, e così non ritornerò qui su di esse. Il Serpente di Fuoco è dello stesso ordine di importanza fondamentale, sebbene ed in retrospettiva la connessione con il Serpente di Fuoco non è sorprendente.
 
Il passo seguente fu di sviluppare una pratica basata su un approccio relativo al Serpente di Fuoco. Ho evitato gli esercizi dell’hatha yoga che sono utilizzati nel risveglio fisico e diretto del Serpente di Fuoco, ed ho optato invece per un approccio che è basato sulla visualizzazione. Alcune persone possono considerarlo un approccio diluito, meno potente. Tuttavia noi vogliamo richiamare le energie del Serpente di Fuoco in quantità tali da poterlo utilizzare nelle nostre Operazioni, piuttosto che liberare la sua energia originaria in una maniera alla fine catastrofica. La maggior parte di noi sono del tutto contenti nell’usare il potere dell’elettricità proprio in tale maniera controllata, piuttosto che connetterci direttamente alla fornitura – non importa quando ‘illuminante’ noi possiamo congetturare che sia il risultato. Le tecniche del risveglio fisico, classificate dentro il Kundalini Yoga, sono applicate al meglio sotto la guida di un maestro qualificato di quel metodo.
 
Per coloro che non sono familiari con il sistema dei chakra, viene postulata l’esistenza di un numero di chakra e nadi nel ‘corpo sottile’ dell’essere umano. Ve ne sono in gran numero ma i più importanti sono i sei chakra elencati qui di seguito che sono localizzati a vari punti lungo la colonna spinale. Il Muladhara è nella regione del perineo, appena sotto l’area genitale. Il Svadisthana è appena sopra l’area genitale, mentre il Manipura è nella regione dell’ombellico. L’Anahata è alla regione del cuore, e il Visuddha nell’area della gola. Infine l’Ajna è localizzato tra le sopracciglia, più o meno alla sommità della colonna spinale.
 
La nadi centrale è il Sushumna, che è dentro la colonna spinale. Si credeva che esistessero diverse nadi dentro il Sushumna; queste non ci interessano qui, sebbene gli yogi dell’hatha yoga potrebbero essere interessati a costruire una  consapevolezza di questi nel sadhana. Le altre due nadi, ida e pingala, sono disposte ad entrambi i lati del Sushumna, incrociandosi in diversi punti.
 
Vi è un settimo chakra principale, il Sahasrara – il loto dai Mille Petali, sopra la sommità della testa. Tuttavia esso non è parte dell’anatomia dell’individuo, ma dove la coscienza individualizzata si fonde con la immensità cosmica, l’Al di fuori, l’Al di Là, o qualsiasi definizione della trascendenza che noi siamo interessati ad utilizzare. All’interno dell’hatha yoga, è qui che la Kundalini rialzata si fonde con l’unione beata con Brahma,  producendo il nettare o sedicesima cifra del flusso lunare. In altre parole questa è l’esperienza del Samadhi, dove noi ci risvegliamo di nuovo alla nostra realtà cosmica, pan-dimensionale, extraterrestre. Questa Gnosi è lo scopo di tutte le discipline magiche e mistiche.
 
Il presente approccio, quindi, combina la visualizzazione, l’invocazione e il mantra. Lam è rappresentato come il Serpente di Fuoco con la testa di Lam, avvolto tre volte e mezzo intorno allo Shivalinga, nel Muladhara Chakra alla base del Sushumna, la nadi che è localizzata dentro la colonna spinale. La visualizzazione fondamentale è così quella del Serpente-Lam, il Serpente con la testa di Lam. Il Serpente-Lam è portato verso l’altro lungo il Sushumna, fermandosi ad ogni Chakra per l’invocazione e la riverberazione del bija mantra appropriato al Chakra. Alla fine la sommità del Sushumna è raggiunto all’Ajna Chakra e il Serpente Lam si solleva attraverso il Sahasrara Chakra e oltre nell’immensità cosmica.
 
Le invocazioni ad ogni chakra devono essere brevi, anche se indirizzate attraverso la corrispondenza ect. al chakra specifico. Per esempio, il senso dell’olfatto è attribuito al Muladhara attraverso il Tattva Terra; quello del gusto al Svadisthana attraverso la luna crescente bianca etc. La visualizzazione si concentra sul Serpente-Lam che sorge lungo il Sushumna attraverso i chakra a turno, ognuno dei quali è vivificato nel processo, divenendo più chiaro e più forte nella sua visualizzazione – colori, numeri di petali, etc. Il Serpente-Lam dovrebbe essere chiaramente sentito nel suo progresso lungo il Sushumna usando tutti i sensi per aiutare questa evocazione. Sensazioni è immagini di ondulazione, distensione, e di innalzamento etc. sono qui di grande aiuto. I bija-mantra dovrebbero essere vibrati al chakra appropriato. Cioè, anche se vocalizzato, il loro centro di attività dovrebbe essere focalizzato con fermezza al chakra da dove il mantra riverbera verso l’esterno. La loro funzione è di assistere nel risveglio di quel particolare chakra. Più risonante e più ricca la vibrazione del bija-mantra, più potente sarà l’effetto.
 
In questo modo il Serpente-Lam si distende, aprendosi nella sua lunghezza ondulatoria dal Muladhara all’Ajna. A questo punto esso si ferma sul bordo; l’Iniziato dovrebbe usare questa pausa per rafforzare la consapevolezza della sua presenza. Il Sahasrara non è così tanto un chakra individuale, come gli altri sei, ma piuttosto la porta all’immensità cosmica o l’Oltre. Il Serpente-Lam si innalza attraverso questa porta e fluttua nella immensità cosmica; la fontana di rugiada trabocca, riversandosi su tutto lo spazio, tutto il tempo, tutte le dimensioni, tutti gli esseri – onnipresente, pan-dimensionale. Questo è l’istante della Gnosi, dell’eternità, del samadhi; la coscienza non è più individuale ma universale. Nel processo, l’istante è ‘eterno’; il punto è in ogni dove.
 
A seguito vi è un ritorno all’individualità. La coscienza di nuovo si coagula, si centra intorno al Sahasrara, condensandosi. Nel momento che essa entra di nuovo nel corpo, e viaggia di ritorno giù lungo il Sushumna fino alla base della spina, ad ogni chakra il bija-mantra è vibrato una volta mentre lo attraversa, per sigillare la sua discesa. A quel punto, quando il Muladhara è stato raggiunto, il bija-mantra “LAM” viene intonato e le mani battute insieme, per segnalare la messa a terra. Questo ritorno può benissimo essere elaborato dall’Iniziato in una inversione dell’innalzamento.
 
 
III. La Struttura del sadhana del Serpente-Lam
 
L’Iniziato apre con il Rituale Minore del Bando del Pentagramma. Questo è seguito dal Rituale della Invocazione Minore dell’Esagramma, utilizzando l’esagramma della Terra ad ogni quarto. Questa sezione sarà naturalmente rimpiazzata se lo stile dell’apertura che l’Iniziato preferisce si mostri essere differente. Quindi segue una declamazione celebrante Lam, per aprire l’Operazione nel modo appropriato.
 
Lam! Tu Voce del Silenzio!
Glifo di Hoor-paar-kraat!
Il Sé-nano, il Dio Occulto!
Porta all’Eone di Maat!
Io ti evoco! Io ti evoco!
Con il mantra Talam Malat, Talam Malat ...
 
Ora visualizzate Lam come Kundalini-shakti, avvolta alla base della spina. La visualizzazione è di un Serpente con la testa di Lam. Dedicate diversi minuti alla visualizzazione; più distinta e più chiara è meglio sarà. Quando siete soddisfatti con questa visualizzazione procedete a risvegliarlo vibrando il bija-mantra LAM per diversi minuti, fino a che il Serpente si muove. Quindi intonate l’invocazione di questo chakra:
 
LAM!
Che dimori nel Muladhara Chakra,
che sei avvolto tre volte e mezza;                                          
Tu che sei come Kundalini-shakti,
Creatore e Colui che sostiene i mondi;
Che sei dipinto nella foschia gialla,
Che sei la continuità degli odori,                                                             
Io ti adoro! Risvegliati! Sorgi!                                                             
Innalzati lungo il Sushumna!
LAM! LAM! LAM! LAM!
 
Il Serpente-Lam ascende il Sushumna lentamente, vertebra dopo vertebra, fino a che esso arriva al Svadisthana Chakra. Il bija-mantra VAM viene vibrato; quindi viene intonata una invocazione:
 
VAM!
Tu sorgi al Svadhistana Chakra,
Che evoca i bianchi fili della sensazione,
Che infonde il palato con gusto delicato,
Che sei adombrato nella luna crescente.
Meraviglioso Serpente-Lam,
La cui lunghezza scintillante, ondulante, si innalza!
Io ti adoro!
VAM! VAM! VAM! VAM!
 
Il Serpente-Lam ascende lentamente, come prima alla regione del Manipura Chakra – il plesso solare. Il bija-mantra RAM è vibrato, e l’invocazione intonata:
 
RAM!
Ancora Tu sorgi, al Manipura,
Serpente Rosso che scivola lungo il Sushumna,
Le cui squame luccicano e irradiano,
Vibranti e brillanti;
Che conferisce la benedizione delle visioni,
Che sei glifato nel triangolo,
Io ti adoro!
RAM! RAM! RAM! RAM!
 
Il Serpente-Lam ora ascende lentamente alla regione del Anahata Chakra, il cuore. Il bija-mantra YAM viene vibrato, e l’invocazione intonata:
 
YAM!
Tu penetri l’Anahata,
Un arcobaleno penetrante di tatto,
Fumoso nella qualità sensuale del tattile, 
Che sei l’esagono a sei facce,
Io ti adoro!
Serpente Glorioso,
Il cui veleno conferisce l’Illuminazione,
YAM! YAM! YAM! YAM!
 
Il Serpente-Lam continua la sua ascesa, raggiungendo il Visuddha Chakra, la regione della gola. Il bija-mantra HAM viene vibrato; l’invocazione:
 
HAM!
Tu sorgi al Visuddha,
Un caleidoscopio di suoni echeggianti attraverso le nadi,
Lo splendore del lampo di luce,
Che sei il cerchio,
Io ti adoro!
Sempre più forti sono i tuoi impeti ondulati,
Sempre più intossicanti i tuoi sguardi obliqui.
HAM! HAM! HAM! HAM!
 
Il Serpente-Lam ascende all’Ajna Chakra, la regione tra gli occhi alla radice del naso. Il bija-mantra OM viene vibrato; l’invocazione:
 
OM!
L’Ajna Chakra è raggiunto,
Tu il cui volo verso l’alto è al di là del colore e della forma,
Che sei nell’acutezza e la chiarezza dei manas,
Che sei la congruenza dei sensi,
E la loro trascendenza,
Io ti adoro!
OM! OM! OM! OM!
 
Il Serpente-Lam ora si solleva verso l’alto, e fluttua nella immensità cosmica, pan-dimensionale, tutto spazio, tutto tempo:
 
Tu, che ti innalzi nel Sahasrara Chakra,
Che scendi a cascata attraverso lo Spazio e arrivasti,
La Fontana di Rugiada che è Sat-Chit-Ananda,
Essere-Coscienza-Beatitudine,
Eternamente ed infinitamente riverberante,
Il cui mantra è la continuità dell’esistenza,
La perichoresis dell’individuo con l’universo.
La Fontana di rugiada prorompe, trabocca,
Riversando attraverso tutto lo spazio, tutto il tempo, tutta la dimensione,
In un orgasmo convulsivo di Beatitudine,
Infondendo l’oceano.
OLALAM IMAL TUTULU!
 
IV. Consolidamento
 
Quello che è stato presentato nel corso di questo articolo è lo scheletro del sadhana Serpente-Lam. Il lampo deve essere sviluppato dall’Iniziato alla luce della sua propria iniziazione. Prima di continuare considerando questo punto in maggior dettaglio, consideriamo prima il sapore complessivo che questo sadhana fornisce, che è il sistema dei chakra.
 
Il sadhana utilizza le corrispondenze fondamentali associate con ogni chakra. Queste corrispondenze possono essere spigolate da, per esempio, The Serpent Power di Sir John Woodroffe.  Le più semplici sono queste:
 
 
Chakra              Colore                    Petali       Tattva;                      Sensi

Muladhara;          Rosso;                                4;             Quadrato Giallo;               Odore
Svadhisthana;     Vermiglio;                           6;             Crescente Bianca;             Gusto
Manipura;           Nuvola di pioggia;             10;             Triangolo Rosso;              Vista
Anahata;             Vermiglio;                          12;            Esagramma Fumoso;       Tatto
Visuddha;           Porpora fumoso;                16;            Cerchio Bianco;                Udito
Ajna;                   –;                                         2;             –;                                     Mente
 
Ogni chakra ha assegnato il suo proprio senso, colore, forma etc.. L’idea delle invocazioni dei chakra è, quindi, di accrescere l’esperienza utilizzando una varietà di corrispondenze. Al Muladhara Chakra per esempio noi possiamo visualizzare il chakra con quattro petali rossi, dentro di cui vi è un quadrato giallo.
 
Dentro di esso noi dovremmo visualizzare il Serpente-Lam, avvolto tre volte e mezzo intorno allo shiva-lingam o base della spina. Noi potremmo stimolare il senso dell’odore immaginando ricchi profumi. Possiamo usare le corrispondenze allo Svadisthana e i chakra seguenti in una maniera simile. Vi sono altre corrispondenze in aggiunta a quelle fondamentali elencate sopra, che possono essere usate; queste possono essere trovate in testi quali quello di Woodroofe, The Serpent Power o The Garland of Letters. Queste corrispondenze possono essere arrangiate nelle invocazioni, per rinforzare l’evocazione dei vari sensi. Questo deve essere lasciato alla creatività e l’immaginazione dell’Iniziato.
 
Tale immaginazione non dovrebbe essere ristretta ai chakra. Come il Serpente-Lam si risveglia e corre lungo il sushumna, quale impatto ha sul complesso corpo-mente? Vi sono dei cambiamenti nella consapevolezza? Sentite le sue ondulazioni potenti, che si innalzano; udite i suoi sinuosi sibili mentre sorge; vedete le sue squame che scintillano e luccicano; odorate e gustate il nettare divino che il suo progresso verso il Sahasrara stimola. Molti maghi hanno una inclinazione verso la visualizzazione nelle operazioni immaginative; questa accresce l’esperienza coinvolgendo tutti i sensi in quella che diverrà con ciò una gloriosa intossicante sinestesia.
 
La ricezione gioca qui un ruolo positivo. Le invocazioni non sono intese per essere eleganti testi letterari – sebbene per un Iniziato di disposizione letteraria questo potrebbe forse essere di aiuto – ma strumenti per compiere un lavoro specifico. Questo lavoro è l’amplificazione verso un crescendo dell’evocazione del Serpente-Lam. La ripetizione, per esempio, della sensazione dell’innalzamento ondulante del Serpente-Lam mentre esso sale lungo il Sushumna accrescerà l’esperienza e rafforzerà l’impatto. Più forte e più vivida è l’evocazione del Serpente-Lam e meglio sarà.
 
Quando l’Ajna chakra è stato raggiunto l’iniziato dovrebbe compiere una pausa per un istante, rafforzando e consolidando la presenza del Serpente-Lam. Quindi, vi dovrebbe essere un innalzamento finale nel Sahasrara e Oltre. A questo stadio la viene pronunciata “OLA-LAM IMAL TUTULU”. Questa chiamata appare nel settimo capitolo del Liber VII di Crowley, ricevuta nel 1907. Crowley non commenta in alcuna parte questa chiamata, dandoci così libertà nel suo uso. Noi notiamo la presenza di LAM e LAMA nelle prime due parole, anche se al contrario; per quanto riguarda la terza parola essa suggerisce Cthulhu. Vi è un parallelo tra Cthulhu e la Kundalini-shakti: entrambe sono maschere per le energie dinamiche della coscienza, la cui funzione è di distruggere la delusione della coscienza divisa. “Cthulhu giace disteso sognando…”, e così fa la Shakti. È nel Suo sogno che fa sorgere Lîla, il gioco della manifestazione.
 
Il suo risveglio e ascensione verso il Sahasrara è il ricordarsi della realtà, la dissoluzione della separazione. La coscienza percorre l’universo, libera, sconfinata; non più ristretta, individuale; ma cosmica.
 
L’Iniziato non dovrebbe aspettarsi una illuminazione istantanea dall’uso di questo sadhana, sebbene noi viviamo nella speranza di ciò. Esso è, comunque, un passo ulteriore sul sentiero, e tale da dimostrarsi utile all’autore di questo articolo. Viene presentato qui per un ulteriore raffinamento e adattamento; esso potrebbe suggerire altre modalità di approccio. L’Iniziato  dovrebbe fabbricare le sue proprie armi. In conclusione l’autore sarebbe estremamente interessato di ascoltare le esperienze di altri nell’opera con Lam: scrivetegli a BCM Starfire, London WC1N 3XX England.