Il Rituale della Porta Settentrionale: Un Diario

© Louis Martinié, 2009
traduzione di Roberto Migliussi
 
Grandi sforzi e forti correnti richiamano dal Nord America i Misteri che abitano le terre e i mari delle Indie Occidentali. Il Rituale della Porta fu disegnato per aiutare coloro che sono già in posizione di ricevere le Benedizioni di questi Misteri e coloro che vogliono avventurarsi a chiamare per la prima volta la Loro beneficenza.
 
Lo scopo del rituale era di creare e aprire una porta per dare il benvenuto e facilitare il passaggio per quei Loa che scelgono di lasciare il suolo di Haiti e non ritornare in Africa (la terra di origine fisica della nostra specie o la Africa metafisica che esiste sotto le acque).
 
Il perché i Loa stanno lasciando e perché la loro potenza in Nord America è cresciuta è di interesse; ma poco importa dentro il contesto di questa Operazione. Il punto è che essi vengono e che noi ci sforziamo di estendere il benvenuto.
 
Il rituale fu eseguito con un gruppo dalla Bate Cabal e con membri della Loggia Kali di New Orleans dell’O.T.O. Esso ebbe luogo il sabato 5 agosto 1989 come l’attività finale di un ritiro che si focalizzava sulla corrente Voudoun. I soldi ricevuti da me in connessione con il ritiro furono  donati a Maissade, una comunità nell’Haiti centrale.
 
RITUALE:
 
Un veve di approssimativamente 3 metri per 4 metri e mezzo fu disegnato usando farina gialla e bianca prima del rito. Alle stelle ed in spazi mostrati dai cerchi, piatti di cibo furono offerti a Marassa, Legba, Damballah, Ayida Wedo, Ogun, Agwe, Oya, Aizan, Ghede, Erzulie, e un piatto finale fu offerto a tutti i Loa innominati e a tutte le nazioni dei Loa.
 
La forma del veve è quella di Marassa con incroci invisibili o implicati. Un disegno del veve è aggiunto a questo diario.  [nota d’archivio: il disegno non è nel faldone, necessario localizzarlo].
 
Quello che segue è uno schema della struttura intesa del rituale. In pratica le mani dei Misteri modellarono i materiali grezzi di questa struttura
 
Marassa, Legba, e i Morti furono serviti. Onori precedenti furono tributati agli Antenati.
I quarti furono aperti usando il rito O.T.O.A. fornito da Courney Willis ed un metodo tratto dalla recitazione degli Ifa.
 
A questo punto una litania fu cantata e le libagioni furono offerte ai Loa. Le parole usate furono, “Odu...(loa)...Ko Ba Ni Jo” (vieni a danzare con me).
A ogni Loa fu servito cibo e vi fu danza.
I partecipanti entrarono in tre code che portavano alla area rituale e richiamarono/contattarono quei Poteri che abitavano ognuna delle code (disegno in appendice al diario).
Pozioni di cibo furono riportate a New Orleans e piccoli pezzetti furono gettati agli incroci.
 
COMMENTO
 
Il rito fu benedetto con successo. Fu come se i Loa stessi avessero predisposto l’operazione e controllato le variabili necessarie per il rito per essere efficace. Un forte esempio di questo furono le tre code che portavano allo spazio rituale. Non fu fino a dopo che il veve fu disegnato e i beni utilizzati nel rito consacrato che io notai i tre sentieri. Durante il corso del rito questi sentieri arrivarono a mantenere una posizione importante nel suscitare gli effetti desiderati.