Fondamento

Il presente articolo, la cui traduzione è stata autorizzata dall’autrice, è stato pubblicato in “Cincinnati Journal of Ceremonial Magick” Volume I, Numero 5, 1983; traduzione di Roberto Migliussi e Irene Zanier.

Il rituale piuma-fiamma, eseguito regolarmente per rafforzare il contatto con Maat, manifesterà il fenomeno della comunicazione di trasmissioni come effetto collaterale. Impiegare il rito per l’inseguimento dell’effetto della comunicazione è una perversione che deve essere evitata ad ogni costo; la persistenza nella perversione risulta nella perdita di direzione e Volontà. Come effetto collaterale la comunicazione trasmessa deve essere trattata con attenzione.

Il processo implica una esaltazione della coscienza, in cui la conoscenza appare senza gli usuali processi del ragionamento, logica, percezione sensoria o istruzione. La conoscenza stessa può essere appresa come concezione astratta, immaginazione visuale, o discorso silenzioso. Essa può essere una esperienza puramente Interiore, o si può manifestare in parole scritte senza dettatura mentale, disegno automatico, improvvisazioni musicali etc.

Il contenuto della comunicazione può essere indirizzato a colui che agisce come canale, a un compagno, o a un Sacerdote; queste sono comunicazioni private o particolari. Vi è inoltre il materiale trasmesso riguardo eventi nel tempo, presentazioni di “teorie” e simboli appartenenti alla natura dell’esistenza ed essere, e rituali di applicazione generale.

Uno non deve mai scambiare il particolare per il generale; questo errore è una radice del fanatismo. Le pratiche prescritte per un individuo non devono essere rappresentate come formule universali.

Il pericolo del processo della comunicazione risiede nella sua stretta rassomiglianza ad una medianità passiva. Nell’ultimo caso, ha luogo uno stato di trance e le entità astrali possono ricavare vantaggio dalle aperture prodotte dallo stato. L’individuo non sperimentato o costituzionalmente vulnerabile a meno che sia adeguatamente protetto da un precedente determinazione con il Vero Sé (Conoscenza e Conversazione del Santo Angelo Custode) è così soggetto alla delusione, distrazione, ossessione o possessione.

Tutti quelli che sperimentano la comunicazione di trasmissioni dovrebbero osservarla dall’Osservatore, il punto-Hadit del Bindu. Dubitate di ogni cosa. Testatela. Verificatela. Cercate il consiglio di coloro che hanno più esperienza. La verità sopravvivrà alle armi della sfida; non gli attaccamenti travestiti, i desideri e le delusioni.

La comunicazione dovrebbe essere registrata in un Diario Magico e soggetto alla verifica cabalistica. Indizi sensori tali quali colori, profumi, forme e numero, dovrebbero essere controllati nelle colonne appropriate nel Liber 777. in molte circostanze il Tarocco e gli Yi Ching possono essere usati come mezzi addizionali di verifica e chiarimento.

La verifica dovrebbe essere eseguita in tutti i casi ma è particolarmente importante per quelle comunicazioni che danno dei rituali suggeriti, formule e parole di potere. I risultati attesi dovrebbero essere descritti, la natura delle forze impiegate dovrebbe essere specificata, e gli allineamenti, I gesti, le parole e gli strumenti da usare (colori, incensi, etc.) dovrebbero essere congrui alla natura dell’operazione proposta.

Le comunicazioni di trasmissioni al di là della confraternita di Iniziati più spesso prendono forma di arte, sia essa grafica, verbale, musicale, architettonica, danza, mimo, etc. É responsabilità del senso artistico del Mago, in questi casi di attestare la verità della comunicazione. Produrre tale arte espone il Karma, a meno che l’ego-sé sia eliminato dalla partecipazione. L’Arte è vera nella misura in cuil’artista è assente.

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Vi sono un numero di alleati Astrali che operano nella Doppia Corrente. Queste entità occasionalmente assistono il Mago dentro l’Astrale Superiore; la loro coscienza è estensive come quella dell’Uomo – di fatto di più. Il loro spettro di campi operazionali inizia nella Sfera di Yesod (Fondamento, l’Inconscio Razziale, sognare) e estende la sua naturale espansione ad un trans-Kether del suo proprio Universo. Il loro Albero è spostato di un piano, e anche se vi sono congruenze nelle sfere superiori i nostri alleati astrali possono soltanto interagire con noi in Yesod, che è la loro Malkuth.

Di nuovo, è richiesta cautela. La fluidità dei piani Astrali richiede appropriata verifica di esperienze più difficili. Uno deve essere capace di riconoscere la natura delle entità incontrate sui piani Astrali. Durante l’incontro i nostri alleati non sono offesi dalla presenza di un Scudo Diamante intorno all’aura; come tutti gli esseri senzienti capaci di sopravvivere essi hanno armature proprie.

Vi è un semplice metodo di “analisi di campo” per determinare la natura di una entità Astrale. Visto che Yesod riflette Tiphereth, la procedura è di irradiare l’essenza del Sole del Falco e la radiosità negativa della Fiamma Nera. Gli alleati si armonizzeranno alla radiosità tonale o frequenze armoniche; entità aliene scapperanno o saranno rese immobili. La radiosità può essere generata visualizzando una sfera solare che regge l’Occhio di Hours e una fiamma nera chiazzata di stelle. Vibra il mantra LUTIS NITRA* e il vostro corpo astrale emetterà la radiosità immaginata.

*Lutis nitra = 654, Ra(6) Hoor(5) Khuit(4); anche 456 per metatesi; 456

= IPSOS.

I nostri alleati prestano assistenza ad operare nell’Astrale; essi operano come guide, definitori, scopritori e poli per opere di oopposizione-energia. Molti di loro sono per natura soli, e stanno trascorrendo un Ciclo in questo piano per equilibrarsi. Altri sono con affinità-luna e sono i veri nativi del piano Astrale.

Operare attivamente nell’Astrale, consiste, principalmente, nel mettere in moto degli eventi che si manifesteranno nel Regno attraverso mezzi “naturali”. Vi è molto da apprendere di questa sfera, perché essa indica la maniera appropriata di operare dentro di essa. Uno ha a che fare con le progenie e la sottigliezza. Gli alleati Astrali sono più a casa qui che l’Uomo; quindi è saggio tenere conto del loro consiglio. Noi siamo anche capaci di assisterli costruendo diagrammi o ‘macchine’ nel Regno che effettuano cambiamenti nel mestruo Astrale. Essi dirigono lo schema, e lo mettono a terra su carta come un talismano, allora i cambiamenti desiderati di frequenza avvengono.

I piani Astrali sono preziosi nelle operazioni che hanno bisogno di un breve tratto di tempo e distanza, ma che non richiedono le manipolazioni dei substrati (ychronos e chthonos). Ogni atto dovrebbe essere pianificato per il minimo sforzo; anche se impercettibile alla persona senza esperienza, i piani astrali offrono una resistenza per lo sforzo minimo; anche se impercettibile da sperimentare i piani astrali offrono una resistenza che consuma l’energia, in qualche modo simile al muoversi sottacqua.

Un altra caratteristica dei piani Astrali è l’accesso ai Dimenticati. Queste entità, fondamentalmente, sono gli dei della nostra storia genetica. Essi sono i fattori di sopravvivenza che hanno avuto successo e che sono stati coperti, nell’individuo e nell’Inconscio Razziale, con il rivestimento della Mente conscia e civiltà.

Essi permangono, e sono la più potente fonte naturale di energia individuale Magica. Nel trovare i Dimenticati ed usare i loro poteri (con l’invocazione, tecniche di Risorgenza Atavica etc.) la coscienza è spinta in un salto quantico al livello di un nativo dell’inizio dell’Eone di Maat. Questo non è un metodo completamente sicuro, nel fatto che è impossibile da identificare con la brama di sopravvivenza dei nostri sé ancestrali e divenire intrappolata nella coscienza pre-umana.

Di nuovo, una salda base nel punto di vista dell’Osservatore, o Hadit, può prevenire questo infortunio. In nessun modo diminuisce l’intensità dell’esperienza, ma permette il rilascio di Volontà della energia nella traiettoria della mutazione volontaria. La bestia-sé è d’ora innanzi disponibile alla coscienza e sotto il controllo della Volontà. Allo stesso modo il seme della coscienza-gestalt è anche esso presente. Tale operazione quindi può essere considerata un ristabilimento della completa coscienza Umana, passata, presente e futura. Non è un trascurabile beneficio essere capaci di impiegare tutte le proprie facoltà.

Una nota addizionale di cautela è necessaria riguardo i Dimenticati. Mentre è relativamente sicuro invocarli sui piani Astrali in operazioni fisiche strettamente controllate, uno non dovrebbe impiegare le loro energie al di là di queste sfere. I Dimenticati sono di origine Marziana, e ci assistono dall’oceano alla caverna. Tuttavia, per un certo tratto di storia non registrata, la nostra forza di sopravvivenza fu controllata e impiegata da entità provenienti “al di là” del nostro Universo.

Conosciuti come gli Antichi, questi esseri tentarono di estendere la loro sfera di influenza al di là dei loro propri dintorni, e selezionarono il pre-Uomo come un potenziale strumento per lo scopo. Alieni al di là della immaginazione umana, essi non possono essere interpretati veramente come “male”. Il loro scopo principale è di divorare, e visto che la loro struttura è incomparabile con la fisica del “nostro” Universo possono soltanto mangiare per mezzo delle forme-vita native del nostro Universo.

Il loro tentato impiego della proto-razza costituì un conflitto con lo sviluppo dell’autonomia dell’Uomo; essi furono quindi scortati di nuovo al loro regno e il Passaggio fu sigillato. Tuttavia sin dal Progetto Manhattan il sigillo si è dissolto. Queste entità aliene stanno al presente preparandosi per un altro tentativo di entrare nel “nostro” Universo. Essi non hanno dimenticato le chiavi ai Dimenticati – di fatto, essi sono stati capaci periodicamente di produrre una breccia temporanea nella struttura dello spazio/tempo prima che il Passaggio si riaprisse. (Vedi le opere di Hieronymus Bosch, H.P. Lovecraft, etc.)

Gli Antichi esistono al di fuori del nostro albero, come lo era, e il Passaggio è nella non-Sfera di Daath. Vi è un tipo di connessione occulta tra Yesod e Daath, e quindi esiste un qualche pericolo che un legame Antichi-Dimenticati venga riattivato. La coscienza gestalt Maatiana è capace di prevenire a tale legame la riattivazione, ma il grado di tale coscienza disponibile attraverso la Operazione dei Dimenticati, da sola non è sufficiente a ri-sigillare il passaggio. La forza della gestalt sigilla la porta attraverso un processo di assorbimento. Il seguente rituale aprirà connessioni generali di coscienza con i Dimenticati. Impiegando l’Osservatore permetterà il successo nell’utilizzare la forza primordiale degli dèi genetici se sarà osservata bene la limitazione dei piani.

INVOCAZIONE DEI DIMENTICATI

Per impiegare una Operazione IX* come la fonte della manifestazione-sostanza per gli invocati Dimenticati è eccessivamente pericoloso e potenzialmente dannoso, a meno che entrambi i partner siano di eguale abilità, e l’operazione sia intrapresa come una invocazione duale. Intraprendere una operazione un non iniziato, o uno di un livello inferiore di competenza, potrebbe esporlo od esporla a forze al di là del suo controllo e comprensione. Questo potrebbe probabilmente risultare nella ossessione, infermità mentale, morte, nessuno può assimilare i demoni di un altro per lui.

Parlando in generale sarebbe più saggio operare con VIII*, invocando Maat durante la fase iniziale e impregnando l’Elisir con la sua essenza di Equilibrio e Verità.

Il Sito il rituale della invocazione reale dovrebbe essere all’aperto, in un luogo selvaggio e isolato – sull’orlo dell’acqua, in una radura nel bosco, in una caverna o sulla rupe di una collina o montagna. La preparazione personale dovrebbe consistere nel digiunare per le precedenti ventiquattro ore, sostenendosi soltanto con acqua o tè di erbe. Si dovrebbe mantenere anche la continenza sessuale per sette giorni precedenti all’operazione.

Gli oggetti rituali da portare all’operazione sono il bastone, calice, spade e pentacolo; vino, acqua e una droga a scelta (se disponibili). Inoltre sono richieste coperte o un sacco a pelo, sterpi e legna minuta per il fuoco, un piccolo tamburo o un altro strumento musicale e una porzione di carne cruda e sanguigna (da 100 a 250 grammi). Un animale vivo o un uccello per la macellazione sarebbe persino più efficace ma la carne sarà sufficiente.

Una buca per il fuoco viene scavata ad ovest della area scelta per l’altare, e il fuoco è acceso al tramonto. Dovrebbe essere della dimensione da evitare di essere notato e di legno secco che non provochi fumo. Il sole viene salutato con rispetto; dopo che il suo disco scompare l’area è completamente bandita e viene inscritto un cerchio di circa tre metri con la spada. (Di solito il Mago di Maat non opera dentro un cerchio visto che la sua essenza è una con l’Universo; tuttavia in una operazione con i Dimenticati il Cerchio viene utilizzato per contenere i suoi demoni).

Nel periodo dalla penombra alla oscurità, le mani, bocca e genitali sono purificati con l’acqua, il vino viene bevuto e le droghe prese. La musica viene suonata o cantata fino alla piena notte. Tutte queste azioni sono offerte a Nuit.

A questo punto dovrebbe salire un tipo di trance; il Mago dovrebbe essere estremamente attento a mantenere la sua coscienza in equilibrio tra la sospensione della Mente Razionale e la sorveglianza distaccata delle sue azioni dal suo Osservatore.

Egli prende il suo strumento e si avvicina al luogo dell’altare dall’est. Riempie la coppa con vino, aggiunge legno al fuoco, e prende il suo bastone, proclamando:

“Fai quello che vuoi sarà tutta la Legge”.

“È mia Volontà invocare Maat e i Dimenticati, per la evoluzione e il risveglio dell’Uomo.”

“Dalla stessa bocca che beve dalla coppa di BABALON, sia l’Elisir divorato. Dalla stessa bocca che ingoia il Cosmo, sia esalato il respiro dell’Uomo Risvegliato.”

Egli pone il pentacolo al centro dell’altare, quindi permette che il sangue ricada su di esso dalla carne. Lui fa ricadere il sangue anche nel vino dentro la coppa, quindi pone la carne sul pentacolo, come un piatto, identificando così se stesso con la carne.

“Io invoco Maat, Colei che Muove!”

“Io invoco Maat, Verità Giustizia e Rettitudine!”

“Io invoco Maat, la Fiamma Nera!”

“Perla nera dentro il loto di cristallo, AUMGN.”

Egli qui inizia il VIII*, cantando ripetutamente: “ABRAHADABRA, IPSOS, MAAT”, immaginando la Fiamma Nera che danza e cancella l’Universo.

L’Elisir è ricevuto dall’offerta della carne sul pentacolo, con una porzione di esso al vino nella coppa. Lui si muove verso nord, guardando il sud attraverso l’altare. Alla lunghezza delle sue braccia il Mago pianta il suo bastone ritto nella terra alla sua destra (ovest) e la punta della sua spada in basso alla sua sinistra (est). Egli giace prono sopra la terra, con le braccia distese così che ogni polso tocchi e sia legato alla arma corrispondente. Si concentra e proietta la sua percezione verso il basso negli strati di roccia sotto di lui, e verso l’alto nello spazio integalattico, cantando i Nomi dei Dimenticati nella Terra. Mentre canta, egli sente la fame indotta dal suo digiuno, e richiama alla mente il vino e la carne sul pentacolo. Egli rinforza costantemente le linee triangolari di potere – dai Dimenticati che sta invocando alla fame dentro il suo corpo, alla carne sull’altare – mantenendo una consapevolezza parallela delle forze legate ai suoi polsi dal bastone e dalla spada. Egli canta:

“No’!”* Megor-Marduk! Loroo!...” e gli altri Nomi che usciranno da lui. Egli apre.

*”’” rappresenta una occlusiva glottale.

Essi arriveranno attraverso il passaggio della sua fame, divorandolo, innalzando il suo corpo alle sue ginocchia. Essi balzeranno su di lui verso l’altare, frenati dal bastone e dalla spada.

Egli proietta la sua coscienza nell’elisir-carne e l’Elisir-vino quindi ordina alle sue armi di rilasciare il suo corpo. Le mani tireranno fuori le armi dalla terra e violentemente le incrocerà di nuovo sulla terra al sud dell’altare. Il corpo si accuccia sopra l’altare e l’offerta di carne. La coscienza dentro l’Elisir-carne e l’Elisir-vino si arrende alla fame e agli dèi dentro il corpo, e viene consumato.

A questo punto il corpo dovrebbe essere disposto nel sacco a pelo e il suo calore – il freddo della notte, unito al digiuno e la violenza dell’operazione lo lascerebbe vulnerabile alla malattia. Il corpo assume una posizione fetale.

L’operazione continua, con nessuna direzione conscia, come segue: i Dimenticati, dimorando il corpo per invito, e così attraverso la Volontà conscia, hanno divorato la carne e il vino che è stato caricato con l’Elisir. Lo stesso Elisir, prodotto dalla Coscienza Magica e dimorato da questa Coscienza, è l’essenza invocata di Maat come la Fiamma Nera che consuma tutto.

Il Mago è mangiato dai Dimenticati, che sono mangiati dalla Fiamma Nera, che è mangiata dal corpo. Questo lascia un veicolo pieno di niente, attraverso cui il tao e la Doppia Corrente può fluire senza ostacoli.

Tuttavia visto che le normali barriere Interne sono state ora rimosse, i demoni generati dal conflitto duraturo dei Dimenticati e la coscienza civilizzata, inizieranno a manifestarsi all’Esterno. Appena questi sorge, esso deve essere controllato, compreso e assimilato. Questa parte dell’operazione può richiedere del tempo per essere completata; quindi il Cerchio non è tolto, ma è contratto e trasportato con il Mago fino a che il processo di esorcismo si conclude. I demoni non sono confinati in un triangolo ma trattenuti dal causare problemi dal Cerchio del Mago. (I suoi demoni sono forse le sole possessioni che un Mago può giustamente reclamare come proprie.)

All’alba il Mago si alza, raccoglie le sue armi ed equipaggiamento e parte.

Nella susseguente esperienza giornaliera egli diverrà consapevole che un nuovo equilibrio è stato raggiunto. Egli ha un nuovo senso dell’unità con le sotto-correnti del flusso della vita, e troverà questo di grande uso nella comunicazione non verbale con gli altri. Attraverso la sua Arte egli stabilirà contatti con l’Inconscio degli altri; egli li assisterà per incontrare i Dimenticati in circostanze controllate che non lo danneggeranno. Egli è anche pronto ad iniziare l’opera su scala mondiale.

I Dimenticati hanno accesso all’Uomo sui piani Astrali, principalmente nello stato del sogno. Queste di umanità che esistono in condizioni di inedia, nella povertà che ha praticamente negato la coscienza civilizzata, sono le porte di caccia dei dei Dimenticati. Questi morti di fame hanno, se ne hanno alcune, sottili barriere tra gli stati della veglia (ragione) e il sogno (impulso primitivo).

La loro forza fisica può essere troppo svuotata per portare  armi, ma la loro è il potere ammassato dei Dimenticati. I conflitti-demoni delle nazioni fortunate (gli “scelti” degli dèi luminosi), sono insignificanti quando paragonati con i poteri oscuri che si raccolgono dentro la fame del famelico.

Il Compito qui è di incanalare e dirigere, sotto lo stretto controllo della Volontà, la presenza dei Dimenticati nelle vite del fortunato, invocando l’essenza dell’affamato sotto le forme duali di Shiva/Kali. L’ignoranza, la avidità, l’egoismo e la cupidigia dei segmenti disgustosi dell’umanità deve essere portata ad un equilibrio con la disperazione, l’apatia, la fame e l’ingiustizia che è la sorte degli affamati, quello che nell’Uomo che sta appassendo ha iniziato una infezione cancrenosa dei segmenti che dichiarano salute e prosperità. L’uomo deve essere curato, al completo, per farlo divenire forte da incontrare il ritorno degli Antichi.

Basandosi con il nuovo contatto equilibrato con i Dimenticati, il Mago estende la sua coscienza attraverso la luce Astrale. Egli intesse i sogni dell’affamato con quelli del fortunato, mettendo in gioco le forze dell’Incubo. L’Inconscio Razziale deve nascere alla completa coscienza su una scala planetaria, con qualsiasi mezzo si dimostrerà efficace.