Austin Osman Spare

Pubblicato per la prima volta in Idola Tribus, Livorno, Luglio 1986 Traduzione di Roberto Migliussi Copyright dell’autore

“L’arte fornisce tutto il materiale che la scienza sfrutta. La formula segue l’ispirazione” AOS Book of Pleasure (Self Love) 1913
 
Negli ultimi dieci anni, quasi esclusivamente grazie al lavoro di Kenneth Grant, un nuovo nome nell’occultismo contemporaneo è stato ampliamente conosciuto: quello di Austin Osman Spare. Morto in seguito a problemi intestinali a Brixton (Londra) nel 1956, avendo vissuto come un semi-recluso, non ebbe molti riconoscimenti per il suo lavoro prevalentemente a causa del suo sfuggire la pubblicità e il mondo dell’arte del suo tempo, e per il suo incessante lavoro sulla sua personale opera magica che più tardi venne conosciuta come il culto di Zos Kia.
Nato a Snowhill (Londra) il 31.12.1886, le sue capacità magiche furono destate ad una età precoce da una donna misteriosa, nota come Mrs. Paterson. Non si sa molto di lei, eccetto che viveva in povertà guadagnando piccole somme di denaro predicendo il futuro. Si diceva che la donna fosse stata una discendente da una linea di generazioni di streghe ed iniziò il giovane Spare al suo sistema che sembra includesse anche la magia sessuale. Si riteneva inoltre che avesse la capacità di trasformarsi da una vecchia donna in una ragazza voluttuosa, un argomento che è caratterizzato in molti disegni di Spare sulle streghe e le loro attività. L’importanza di questa donna sul giovane Spare non può essere sottovalutata – lui la chiamava la sua ‘seconda madre’ – sebbene esistano pochi disegni di lei è presente nascosta tra le ombre a pagina 25 del suo libro “Focus of Life”.
Col suo naturale talento per il disegno non è sorprendente trovarlo a lavorare all’età di tredici anni in una fabbrica di vetro colorato, avendo esposto i suoi lavori alla Royal Academy. Da quel momento Spare entrò nel Royal College of Art portando avanti le sue tecniche nel disegno, nella magia e nel sesso.
Nel 1905, all’età di diciannove anni, pubblicò il suo primo libro “Earth Inferno”, un volume di trenta pagine di prosa, disegni, citazioni da Dante, esprimendo i piaceri di abbandonare il mondo normale per altre aree sconosciute. Il lavoro di Spare fu seguito sia con interesse che con distacco. La maggior parte considerava il suo lavoro eccellente ma con una enormità di degenerazione morale e questo aspetto di non comprensione fece sì che iniziasse l’avversione di Spare per i circoli che frequentava, distacco presente nel suo successivo lavoro, “The Book of Satyrs”, 1907, che contiene prevalentemente disegni. L’ultima parola è quella che indica il vero significato del libro. Per i successivi quattro anni Spare lavorò al suo “Magnum Opus”: “The Book of Pleasure”, pubblicato alla fine del 1913.
All’incirca in questo periodo Spare era anche coinvolto con la società magica Golden Dawn ma l’abbandonò a causa del suo disgusto verso i suoi rituali elaborati. “Il Libro del Piacere” esprime il personale sistema di lavoro di Spare: quello dell’Amore di Sé (Self-Love), una tecnica derivata dagli aspetti ritualistici della Golden Dawn, ed enfatizzando l’uso dei sigilli. I sigilli sono disegni o glifi che sono la personificazione dei desideri. Si realizzano in questo modo: l’aspirante scrive il suo volere, o desiderio, e quindi lega le lettere costituenti in un disegno. Naturalmente il desiderio può avere un disegno complicato l’importante è che esso possa essere facilmente memorizzato, che è il successivo gradino dell’operazione. Questo passaggio deve essere fatto in modo tale che l’immagine riempia completamente la coscienza.
Il sigillo è  ‘dimenticato’, in altre parole spinto verso l’inconscio, e secondo Spare questo poteva essere raggiunto attraverso lo sfinimento del corpo, o la ‘evacuazione’ della coscienza; il metodo per raggiungerla può essere ogni cosa, alcool, droghe o il sesso, sebbene è importante che l’inconscio debba essere relativamente inalterato. Al punto culminante dell’operazione magica il desiderio è riportato indietro nella coscienza e proiettato all’esterno attraverso la visualizzazione dello stesso il più forte possibile. La potenza con il quale il desiderio è visualizzato, secondo Spare, determinerà il livello del successo dell’operazione. Questo intero processo fu riassunto nella frase: “Solo se la volontà, il desiderio e la convinzione sono in armonia si ottiene una grande arte”. Per spiegare il tutto è necessaria una conoscenza di Zos e Kia. Molto brevemente il desiderio è espresso nel termine Zos – questo significa “il corpo considerato come un tutto” ed è anche interpretato come visione o immaginazione. Sessualmente è rappresentato dall’occhio mistico (vagina). Kia è la volontà (volontà fallica) ed è l’io atmosferico, l’io cosmico.
Grazie all’unione di Zos e Kia (il desiderio proiettato nell’inconscio) questi aspetti diventano una ‘convinzione’ – il significato sessuale è ovvio.
Accanto al suo lavoro in questa area Spare fondò e portò avanti, in collaborazione con Frederick Carter, una rivista chiamata ‘Form’. La rivista iniziò a uscire nel 1916 ma cessò dopo due numeri, quando Spare fu chiamato alle armi per la Prima Guerra Mondiale. Nel 1919 ‘Form’ riprese ad uscire , questa volta sotto il nome di ‘The Golden Hind’ (Spare dichiarò di essere una reincarnazione di Apuleio e si firmava a volte ‘Zos Apuleius’). Tutte e due le riviste erano interessate alle arti e i contributi includevano persone come W.B. Yeats, Robert Graves, Havelock Ellis, Walter de la Mare, Frederick Sasson e Col. Fuller, così come i lavori di lui stesso includevano disegni automatici, alcuni dei quali Spare dichiarava che erano disegnati grazie ad una entità conosciuta come ‘Black Eagle’. Nel 1921 un altro testo magico venne pubblicato: ‘Focus of Life: the mutterings of Aaos”. Sebbene non importante come il precedente “Book of Pleasure” non di meno consolidò gli insegnamenti dei suoi precedenti lavori e contiene bei disegni sfumati al contrario dei suoi precedenti lavori, molto contrastanti (alcuni suoi commentatori hanno messo in relazione questo lavoro, specialmente in “Book of Satyrs”, con quello di Beardsley). La pubblicazione del suo lavoro implicò la reclusione finale di Spare. Nel 1924 scrisse il suo ultimo lavoro “Anathema of Zos: the Sermon to the Hypocrites” (pubblicato nel 1926) – questo testo è un libro verbale dei Satiri, ed un durissimo attacco verso la sua società. Non è sorprendente che sia stato ricevuto in silenzio dai critici.
Da questo periodo in poi egli lavorò quasi esclusivamente sulla sua magia in un seminterrato di una casa del sud di Londra, facendo qualche soldo con le mostre dei suoi più accettabili disegni nei pub locali, vendendo talismani magici a gruppi occulti o ad individui e occasionalmente riparando vecchi apparecchi radio, vivendo in povertà fino alla sua morte nel 1956.
Dopo la sua morte tutti i suoi libri sono stati ripubblicati insieme con due libri contenenti nuovo materiale: “The Book of Automatic Drawings” (Catalpa Press, 1972) e lo studio di Kenneth Grant “The Art and Magic of Austin Osman Spare” (Muller) che pubblica estratti del suo lavoro ed offre un esteso commento sulla sua vita e sulla sua attività magica incluso “L’alfabeto del desiderio” (22 simboli ognuno dei quali in relazione ad un principio sessuale). Dei suoi precedenti lavori pubblicati “The Book of Satyrs” è stato ripubblicato in grande formato mentre tutti i suoi rimanenti testi sono usciti per “The Sorcerer Apprentice”.