Atavismo

Il presente articolo, apparso per la prima volta in Man Mith & Magic, Purnell - B.P.C., Londra, No 6, 1970 ed in lingua italiana in Primordia, No IX, Milano, Settembre 1996, è stato tradotto da Roberto Migliussi e la sua pubblicazione autorizzata dall'autore.
 
Atavismo significa reversione verso un carattere remoto. Applicato agli esseri umani, un atavismo è il riemergere delle caratteristiche di un certo antenato o dei propri avi dopo un intervallo di quelle che potrebbero essere molte generazioni. L’implicazione è quasi sempre qualcosa di nocivo e terrificante e questa idea è stata usata in molte storie dell’orrore.
Il termine ‘atavismo’ è usato in senso più ampio per rappresentare la riapparizione di caratteristiche che provengono da un tempo così lontano da far sì che esse costituiscano nuove reincarnazioni o personificazioni di coscienza pre-umana; fattori, cioè, che provengono dai tempi delle creature metà uomo e metà bestia. Gli atavismi di questo tipo sono molto rari e intensamente orribili.
Frederick Kaigh, nel suo libro Stregoneria e Magia dell’Africa, descrive un rituale eseguito da un dottore-stregone Africano. Il dottore-stregone danzava in delirio al ritmo di tamburi ed emetteva fortissime grida, come uno sciacallo in calore. La sua danza raggiunse un culmine d’estasi ed egli cadde al suolo dove rimase inerme come un tronco d’albero. Allora una giovane coppia saltò dentro l’arena oltre le teste dei suonatori di tamburo e degli spettatori ondeggianti. Dopo ripetuti movimenti vorticosi e rotazioni, durante i quali essi emisero urla stridenti, un sottile cambiamento sopravvenne in loro. Kaigh dice che egli presenziò alla reale trasformazione dei loro corpi nelle sembianze di sciacalli. Il rito terminò in ripetute copulazioni, ben oltre le capacità umane persino quando si è sotto lo stimolo di afrodisiaci.
Kaigh spiegò questa dimostrazione di atavismo come il risultato di un’estasi spirituale combinata con una potente forma di magia da parte dello stregone, il cui doppio proiettato - o corpo astrale - aveva ossessionato i due danzatori.
Il doppio, generalmente, assume la vera forma del suo originale. In altre parole, la teoria è che lo stregone fosse la personificazione apparentemente umana di uno spirito animale. La sua incarnazione temporanea nei corpi dei danzatori fu il segnale per la partecipazione ad un’orgia comune da parte dell’intero assembramento.
É possibile molto tempo fa che, nell’antico Egitto, simili processi di trasformazione fossero conosciuti dai sacerdoti-maghi. L’identificazione di se stessi con i poteri rappresentati dagli animali suggerisce una conoscenza di -  ed un rapporto con - energie ataviche che giacciono sepolte nel subconscio umano come un lascito della sua stirpe pre-umana.
William Seabrook, un giornalista americano e collezionista di esperienze occulte, si imbatté in un curioso caso di atavismo. Insieme ad un amico stavano utilizzando un antico sistema di magia Cinese chiamato gli I-Ching, o Il Libro dei Cambiamenti. Gli I Ching contengono, tra le altre cose, 64 esagrammi.
Se quando uno di questi esagrammi viene visualizzato ed impresso mentalmente sulla superficie di una porta immaginaria, esso ammette il praticante - se questo è sufficientemente competente ad aprire la porta con l’aiuto dell’immaginazione - ad una parte del mondo astrale rappresentata dall’esagramma.
Niente accadde di significativo quando Seabrook ed il suo amico tentarono l’esperimento, anche se perseverarono per diverse ore nello sforzo di aprire la ‘porta’ ed attraversarla. Una sera, comunque, una donna di loro conoscenza disse che voleva provare. Si inginocchiò, appoggiando il peso del proprio corpo sui suoi talloni. Quindi selezionò una figura, che risultò essere l’esagramma chiamato KO, il quale viene rappresentato in questo modo:
 
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La donna chiuse gli occhi e mentalmente impresse l’esagramma sulla ‘porta’. Per un lungo periodo di tempo non successe alcunché. Quindi, del tutto improvvisamente, vide la ‘porta’ spalancata e incominciò a descrivere cosa le stava accadendo nel momento in cui proiettava la sua coscienza attraverso la soglia.
Entrò in una regione innevata: ventate di neve la investivano. Passò poco tempo prima che realizzasse con paura che stava correndo velocemente su una desolata ed infinita distesa di ghiaccio.
Quello che era iniziato innocentemente, quasi come un gioco, si stava rivelando un pericoloso tentativo di soccorrerla. I suoi lineamenti subirono un sottile e ripugnante cambiamento, le sue labbra sbavavano, le sue parole diminuirono e cessarono completamente. Dalla sua gola usciva un orrendo latrato che cresceva e diminuiva.
Cercando di risvegliare lo spirito della donna i suoi amici la scossero, la chiamarono per nome e la schiaffeggiarono persino. Lei si arruffò e li avrebbe morsi se la posizione costretta che aveva mantenuto così tanto tempo non avesse paralizzato i suoi arti. Fu con grandi sforzi che la sua resistenza fu vinta. Nel momento in cui si tranquillizzò il suo viso perse l’espressione simile ad un lupo ed assunse un’altra volta la sua normale apparenza.
É interessante notare che l’esagramma Ko denota trasformazione, o cambiamento, ‘come il leopardo quando muta le sue macchie, o la tigre le sue strisce’.
Saltò fuori, poco tempo dopo dall’evento, che da bambina la donna aveva visto dei lupi correre sulla neve in Russia, e aveva provato un desiderio inteso di correre con loro. Anni dopo, durante l’esperimento, il suo desiderio si era realizzato.
Una formula per sondare queste remote profondità fu elaborata da Austin Osman Spare.
Spare era un artista che era stato membro di un gruppo occulto chiamato Golden Dawn (Alba Dorata) che prosperò nei primi anni del secolo e che insegnava l’assunzione di forme-Divine sul modello dell’antica magia Egizia, nella quale il mago cerca di fondere la sua coscienza con quella di un dio generalmente immaginato in forma animale.
La formula della risorgenza atavica di Spare era basata sull’uso di figure simboliche che davano forma visibile ai vari impulsi atavici e desideri celati nell’inconscio. Egli asseriva che doveva solo visualizzare una di queste figure per far sì che l’impulso atavico tornasse in superficie. Un esempio che Spare portava fu quello dell’occasione in cui ebbe bisogno di spostare un pesante carico di legna senza che ci fosse nessuno ad aiutarlo.
Spare chiuse gli occhi per un momento e visualizzò una figura che simbolizzava il desiderio di possedere la forza delle tigri. Quasi immediatamente sentì un tremendo risveglio d’energia che gli attraversò tutto il corpo. Per un momento si sentì come un giovane albero piegato dalla forza di un vento furioso. Con un grande sforzo di volontà si riequilibrò e diresse la tale forza verso l’oggetto appropriato. Una grande calma discese su di lui ed egli fu capace di trasportare il carico facilmente.
In un’altra occasione due persone sollecitarono Spare per evocare uno spirito atavico in forma visibile. Egli li avvertì del pericolo connesso, spiegandogli che queste creature esistono dentro la mente a livelli che normalmente non sono in comunicazione con la mente conscia; che era insensato evocarli perché rappresentavano gli istinti ed i desideri atavici di coloro che li avrebbero visti Ma la coppia insistette. Spare usò nuovamente il metodo delle figure simboliche. Chiuse gli occhi ed aspettò.
Non passò molto tempo giacché una sostanza verdastra come un’esile alga marina iniziò ad invadere la stanza, oscurando parzialmente gli oggetti ivi contenuti. Quest’alga somigliava ad una massa avvolgente di vapore, che lentamente si solidificò in una forma definita. Questa acquistò sempre più sostanza ad ogni successivo movimento fino a che i dilettanti terrificati furono presi dal panico e pregarono Spare di bandirla. Prima che essa svanisse, comunque, essi videro una faccia smisurata che scrutava fuori dalla nebbia; i suoi occhi erano come pozze di olio nero ardente.
Spare morì nel 1956, in un appartamento seminterrato a Brixton, in povertà ed oscurità.